La befana e le streghe di Goslar

È un verità dura da ammettere ma, come ho già ricordato, a Berlino la Befana non esiste. Certo c’è Nikolaus ma la Befana è la Befana.

Una strega a Goslar
Una strega a Goslar

Eppure in Germania c’è una piccola città che è piena di “befane”: si tratta di Goslar, in Bassa Sassonia.

Goslar si trova ai piedi dello Harz, la catena montuosa più a nord della Germania, prima che il territorio verso il mare diventi completamente pianeggiante.

Il centro storico e le antiche miniere d’argento sono Patrimonio dell’umanità UNESCO.

Goslar
Una immagine del centro di Goslar, sullo sfondo i due campanili della Marktkirche

La città è ricca di edifici interessanti, ad esempio il bel Rathaus, una costruzione priva di noiose simmetrie, e nelle curatissime strade del centro si trovano alcune interessanti sculture, come una paffuta coppia a passeggio, con i tratti inconfondibili della mano si Botero, o il Goslarer Nagelkopf.

Goslarer Nagelkopf
Goslarer Nagelkopf

Salendo su uno dei due campanili della Marktkirche, tra loro piacevolmente differenti, si può spaziare con lo sguardo verso il circondario e lo Harz.

Goslar dall'alto

Il motivo per cui a Goslar di trovano tante raffigurazioni di “befane” è la leggenda, resa celebre dal Faust di Goethe, secondo la quale sulla cima dello Harz, il Brocken (1141 metri, nel Sachsen-Anhalt, che condivide lo Harz con la Bassa Sassonia), per la Notte di Walpurga si riuniscono tutte le streghe per il loro Sabba.

Chissà se partecipa anche la Befana – che in fondo pur sempre una strega è, nonostante la forzata cristianizzazione, che ha permesso a una festa tanto pagana di passare incolume attraverso la censura cristiana.

Una variante alla scopa: parapendio sullo Harz a Goslar
Una variante alla scopa: parapendio sullo Harz a Goslar

 

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5 pensieri su “La befana e le streghe di Goslar

  1. ma infatti la befana resta una strega brutta, scortese e volante, a tutti gli effetti! Solo che ha tratto il nome dalla storpiatura di Epifania, la festa che chiude le festività natalizie ricordando la visita dei magi…
    Ma certamente nelle chiese non si parla di Befane, di scope e di calze, ne’ si fanno paralleli tra oro, incenso, mirra, dolcetti e carbone…
    La festività cristiana è stata funzionale a giustificare un ulteriore giorno di vacanza, come voluto mi pare da Pertini a suo tempo,e quello credo non dispiaccia a nessuno, credenti o meno…
    Io amo incondizionatamente la Befana, che come hai scritto tu, ci è molto più familiare di quell’onnipresente Babbo Natale vestito dalla Coca Cola che sgomita sempre di più!
    E almeno in alcune parti d’italia è un personaggio radicato e ormai storico, una presenza “gotica” nostrana per una volta non scopiazzata agli americani!

  2. Lunga vita alla Befana e alla sua festa che adoro (un po’ anche perchè tutte le feste porta via…). Oltre ogni lettura cattolica o meno che sia è un giorno allegro e dolce….

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