Harz / 5 Wernigerode

Wernigerode è una piacevole cittadina ricca di case a graticcio e dominata dal suo castello. Ai piedi del castello ci sono vari negozi di piccoli artigiani che mi ricordano un po’ Praga. Vale la pena salire fin lassù e ammirare il panorama. Il Brocken appare in lontananza, come e più che da Torfhaus. Improvvisamente pare strano che veramente si è camminato per giorni ai suoi piedi, e che si è saliti lassù.   Continua a leggere Harz / 5 Wernigerode

Le allegre ciccione di XU Hongfei

Chi è passato in centro a Berlino le avrà sicuramente notate. Altri tra voi le avranno viste in Sicilia, in Toscana, a Torino, a Milano, a Londra, a Parigi, a Instanbul o in Australia, durante il loro tour mondiale. Difficile che questa statue di donne paffute passino inosservate, con la loro travolgente e procace allegria. L’autore è XU Hongfei uno dei più importanti artisti cinesi contemporanei, attivo a Guangzhou, nel sud del Paese. Per le sue “fat ladies”, note come “Chubby Women”, l’artista si è ispirato alle donne di Peter Paul Rubens (fino al 1945 a pochi passi da qui, … Continua a leggere Le allegre ciccione di XU Hongfei

Una gita a Lipsia 4/ Il Museum der bildenden Künste a Lipsia

Il Museum der bildenden Künste di Lipsia è ospitato da un edificio moderno, opera degli architetti Karl Hufnagel, Peter Pütz e Michael Rafaelian, con studio a Berlino (loro anche la realizzazione della terme di Bad Saarow e l’ampliamento della Kunsthalle di Bremen). Un palazzo luminoso che però rischia di passare inosservato per assenza di chiare indicazioni. Sì, è proprio quello il museo (sarà per le scarse informazioni esterne – persino i passanti faticano a dirmi quale sia – che all’interno trovo pochissimi visitatori? O i turisti preferiscono perdersi nelle gallerie commerciali?), a fianco dello Stadtgeschichtliches Museum. I capolavori non sono … Continua a leggere Una gita a Lipsia 4/ Il Museum der bildenden Künste a Lipsia

Risveglio (tormentato) di primavera

La primavera è arrivata, annunciata da un’eclissi che da Berlino si è vista benissimo grazie al cielo sereno. I primi fiori, tempo di riprendere a pedalare verso Bernau o Spandau. A decretare l’apertura della nuova bella stagione, il teatro di Monbijou è di nuovo in piedi. Le piante si risvegliano, i turisti ritornano (e io sono pronta ad accompagnarli con nuovi dettagli e nuove storie, ovviamente). Che succede in città? Abbiamo un nuovo sindaco e la frenesia costruttiva non si ferma: la struttura del Castello si erge ormai maestosa (e minacciosa) nel cemento armato (la buona notizia è che, una … Continua a leggere Risveglio (tormentato) di primavera

L’ultima voce del vecchio Tacheles

Questo era il Tacheles poco prima della chiusura definitiva della sede storica. Queste le scale che migliaia di turisti e berlinesi hanno salito per visitare gli atelier degli artisti, il cinema, i bar. Oggi, in attesa della “dubaizzazione” del fabbricato, è solo uno dei tanti posti abbandonati di Berlino. Mentre i piccioni si intrufolano nelle finestre aperte, solo i graffiti sulla facciata ricordano cos’era (aumentando la tristezza per ciò che sarà). A questi graffiti, oggi, voglio dare voce. Nell’immagine sopra, una delle tracce che più mi hanno colpito: uno specchio sormontato dalla scritta “Gegenwart” (“il presente”). Lo specchio, che dovrebbe … Continua a leggere L’ultima voce del vecchio Tacheles

Quel che resta del Tacheles (e dintorni)

Tanta fretta a sgomberare e poi la rovina del Tacheles è lì, ferma, triste come un monito contro la banalità. Come si addice al suo nome parla chiaro e va dritto al punto: tacheles redet. A due passi il Postfuhramt non ospita più la migliore galleria fotografica di Berlino ma, nascosto sotto le impalcature, cova un palazzo privato. Poco oltre un grande lotto di tanti palazzi, giusto vicino al Bode Museum, è in corso di restauro – e si spera che la promessa di lasciare aperto al pubblico e fruibile il cortile venga mantenuta, che l’isolato si animi di persone … Continua a leggere Quel che resta del Tacheles (e dintorni)

Lutz Friedel e il gabbiano sulla sirena

Buona notizia: la mostra (a ingresso gratuito) di opere dei Lutz Friedel nel memoriale per il Muro all’interno del Marie-Elisabeth-Lüders-Haus, che doveva terminare il 22 febbraio, è stato prolungata fino al 19 aprile. In occasione dei 25 anni dalla caduta del Muro, Friedel, nato nel 1948 a Lipsia, rievoca i propri ricordi della DDR e la decisione di andare nella Germania dell’Ovest nel 1984. Il risultato è una esposizione di teste e volti scolpiti nel legno, dipinti visionari come il tunnel sotto la Porta di Brandeburgo e altri documenti. Il titolo della mostra è “Möve auf Sirene – Vom Untergang … Continua a leggere Lutz Friedel e il gabbiano sulla sirena

Un museo coi baffi

Se pensavate che il museo sulla storia della Marca fosse una barba, vi dovrete ricredere: è incrediilmente attuale. Ci sono molti buoni motivi per visitare il Märkisches Museum, seppure sospetto che pochi turisti italiani o berlinesi italiani lo conoscano. Oggi mi limiterò a esporre alcuni pezzi unici per cui in questa epoca di hipster fatti con lo stampino una visita al museo è irrinunciabile. La vedete questa tazza? Viene dritta dall’Ottocento, come quella sotto. La scritta recita che per quanto possa sembrare strana, questa tazza mantiene la barba pulita e a posto. Come? Così: Ebbene sì. Se qualche designer fosse … Continua a leggere Un museo coi baffi

Ancora Tejn

Passeggiando sotto la S Bahn più antica di Berlino, ovvero quella che la taglia da est a ovest passando impunemente sull’Isola dei Musei, ci si può imbattere in una nuova opera di Tejn. Stavolta si tratta di un uomo a grandezza naturale, incatenato al viadotto, tra la finestra di un locale abbandonato in attesa di nuovi sviluppi, murales e quel lezioso tubo fiorito che tradisce il passato lontano della linea sopraelevata. Sull’altro lat della strada negozi curati e persone benvestite. Sopra corre il treno con il suo carico di anime distratte. Se Berlino perdesse questa capacità di mostrare tanti volti … Continua a leggere Ancora Tejn