Milano e Alexanderplatz

Da tempo si discute, come sempre di quando in quando nell’ultimo secolo, di un rifacimento di Alexanderplatz. L’ultima proposta vincitrice, di Hans Kollhoff (quello, ad esempio della Kollhoff tower di Potsdamer Platz) è di realizzare vari grattacieli in questa zona. Il progetto, tuttavia, prevedeva l’abbattimento di alcuni palazzi della DDR che nel frattempo sono diventati tutelati. Quindi non si sa bene cosa succederà. Uno dei grattacieli, ad esempio, dovrebbe prendere il posto del “Memi” (che non è sotto tutela, a differenza del vicino palazzo del Berliner Verlag). Al momento è in progetto almeno uno di Frank Gehry, che sorgerà vicino … Continua a leggere Milano e Alexanderplatz

La stazione centrale di Berlino

La stazione centrale di Berlino (Hauptbahnhof) nel 2016 ha compiuto 10 anni. Quando è stata costruita era una cattedrale nel deserto, in una zona rimasta addormentata sul confine tra le due parti della città divisa. Vicino, Hamburger Bahnhof, da tempo aveva smesso di essere una stazione per diventare un museo. Al posto di Hauptbahnhof c’era un tempo Lehrter Bahnhof, che dopo la seconda guerra mondiale divenne solamente una fermata della S-Bahn (Lehrter Stadtbahnhof). Finché non si è scelto di fare qui la nuova stazione centrale di Berlino (l’idea c’era già nel 1907, per la verità). Il progetto è di Meinhard … Continua a leggere La stazione centrale di Berlino

Bruce Springsteen e il bello di un volo in ritardo

Volare è rapido ma fa perdere un sacco di tempo. Anche se lo sport nazionale dei tedeschi è lamentarsi delle loro ferrovie (non hanno mai preso i regionali nel Lazio, evidentemente, a partire dal vergognoso treno da Tiburtina all’aeroporto di Fiumicino) ogni volta che devo fare un viaggio in ICE trascorro delle ore piacevoli a lavorare in santa pace, leggere, riposare e guardar scorrere il panorama (sperando sempre di vedere i cerbiatti che continuano a emozionarmi). Degli ultimi 6 voli che ho fatto, invece, almeno 4 hanno fatto ritardo (tutti fi una nota compagnia lowcost irlandese) che si è aggiunto … Continua a leggere Bruce Springsteen e il bello di un volo in ritardo

Cerco l’estate tutto l’anno

Sapete quando è estate e il solo nome del mese risveglia una gran voglia di abiti leggeri, di giornate senza pensieri, anche se fuori non fa proprio caldo? Due sono le possibilità: o partire per un paese più caldo o cercare un po’ d’Africa in giardino. Se non potete permettervi la prima opzione, o prendete un treno direzione Cottbus e andate nei tropici del Brandeburgo (se non temete l’effetto Truman Show) o vi chiudete in una sauna di vostro gradimento. Molti italiani che vivono in nord Europa evitano le saune, perplessi dalla nudità obbligatoria. Ma in genere chi si sforza … Continua a leggere Cerco l’estate tutto l’anno

C’è del genio

Altre volte ho parlato della genialità dell’azienda che si occupa di tenere pulita Berlino (compito non facile) la BSR. I suoi dipendenti sembrano sempre di buon umore, è efficiente (ho messo il primo punto per primo non a caso: se fosse solo efficiente ma i dipendenti apparissero abbattuti non mi farebbe piacere). Il giorno prima di una gran quantità di pioggia prevista, aspirano con una strana macchina i tombini per essere sicuri che funzioneranno (vi pare scontato? Da alcuni punti dell’Italia non lo è). E ora ho trovato questo:   Per i non germanofoni: si tratta di un invito a … Continua a leggere C’è del genio

140.000 x 40

140.000 ciclisti di tutte le età oggi erano in strada per la 40esima Sternfahrt, una manifestazione per chiedere più sicurezza per i ciclisti e una città a misura di bici. E come sempre una festa, oltre che una manifestazione. Nonostante la pioggia improvvisa, che per molti è arrivata giusto prima di imboccare il tunnel dell’autostrada. Ma si sa che i ciclisti mica si fanno spaventare da un acquazzone. La pioggia forte che è tornata alla fine, all’arrivo alla Siegessäule, veniva commentata come “vedi, quest’anno hanno pensato anche alla doccia gratis all’arrivo”. Continua a leggere 140.000 x 40

A Oranienburg in bici / 3

La vita economica di Oranienburg si giovò della costruzione dello Oder-Havel-Kanal. Una fabbrica di lamine a freddo arrivò a impiegare 7.000 persone, finché, dopo il 1989 fu acquistata e chiusa dalla Krupp, che vendette la fabbrica alla Cina. Una curiosità relativa alla città è che il il 28 Maggio 1883 18 berlinesi vegetariani fondarono nella parte occidentale della città il primo insediamento vegetariano in Germania: il “Vegetarische Obstbaukolonie Eden GmbH”. Nella colonia, di ritorno dall’Argentina, visse per molti anni fino alla sua morte anche l’economista e anarchico Silvio Gesell. Le sue teorie prendevano spunto da Charles Darwin, Max Stirner e … Continua a leggere A Oranienburg in bici / 3

A Oranienburg in bici / 2

Giunti a Oranienburg con la Berlin-Kopenhagen è bene soffermarsi per una visita della cittadina. Lungo la consueta Berliner Strasse (così si chiamano tutte le strade dirette a Berlino) si trova un piccolo memoriale del campo di concentramento di Oranienburg. Fu uno dei primi in Germania (fu aperto nel 1933) e venne poi chiuso dal 1936 con la costruzione di Sachsenhausen (a breve distanza da Oranienburg). Oggi non resta che un muro, quanto basta, tuttavia, a rendersi conto di quanto si trovasse vicino al centro della città (uno dei motivi per cui fu chiuso). In origine si trattava di una fabbrica … Continua a leggere A Oranienburg in bici / 2

A Oranienburg in bici /1

Berlino è collegata alla cittadina di Oranienburg, nel Brandeburgo, non solo da Regio e S-Bahn ma anche dalla bellissima pista ciclabile che porta fino a Kopenhagen. Del primo tratto, fino a Henningsdorf, ho già parlato qui. Tuttavia non è difficile arrivare fino a Oranienburg (in tutto da Mitte sono circa 50 km, che a velocità media, con qualche sosta per foto, significano 3 ore circa) – e certamente vale la pena. Superato il tratto che ho già descritto c’è un piccolo tratto urbano (si passa anche di fianco a un grosso stabilimento di Bombardier – un nome noto a chiunque … Continua a leggere A Oranienburg in bici /1

Saluto di primavera

Chi è stato a Berlino con me come guida, riceve da un paio di anni un saluto a primavera. L’idea l’ho copiata a una persona incredibile che mi è stata di ispirazione anche in altro. Forse qualcuno di voi ha avuto la fortuna di conoscere Carlo Medori, straordinaria guida di New York. Come io inviavo la mia lettera, a mia volta aspettavo la sua. Ora so che purtroppo non mi arriverà più. Mi consola il fatto che ci eravamo sentiti un anno e mezzo fa, e gli avevo confessato che ogni volta che accompagno qualcuno in giro per la mia … Continua a leggere Saluto di primavera

Un lavoro con ottime prospettive

Vi siete mai chiesti come fanno a lavare i vetri della Torre della Televisione di Alexanderplatz, quel Fernsehturm senza il quale Berlino non sarebbe Berlino? Quando si parla di lavori con prospettive, questo non lo batte nessuno. Astenersi se propensi alle vertigini. (Sulla Torre ogni tanto appare anche una specie di gabbia che viene montata su binari che girano attorno alla linea delle finestre, tuttavia questo accade solo per lavoi più seri. Per lavare i vetri, sono meglio i funamboli) Continua a leggere Un lavoro con ottime prospettive

Perché festeggiare l’8 marzo

Trovo cretino che alcuni considerino la festa della donna una baggianata come, che so, S. Valentino. La giornata internazionale della donna trae origine da lotte passate per acquisire diritti e deve portare la consapevolezza del tantissimo che ancora c’è da fare. Se in passato ho voluto ricordare Clara Zetkin e Rosa Luxemburg, oggi voglio scrivere di un brutto ricordo che non mi si cancella dalla mente. Sostituivo mia madre in negozio e una donna è entrata a comprare del materiale per cucire, più precisamente le cose che servono per realizzare delle tende. Mentre stavo lì a cercare di capire i … Continua a leggere Perché festeggiare l’8 marzo

Riflessi e riflessioni

Se non l’avete ancora fatto, dovreste fare una passeggiata lungo il fiume, nel Regierungsviertel, giusto al crepuscolo, in inverno. Gli edifici si riflettono sulla superficie liscia del fiume. Le barche di turisti che di solito affollano l’acqua sono ferme, in inverno. La tentazione di fotografare questi straordinari effetti di rispecchiamento è irresistibile. Certo, è l’ora blu, è un momento magico. Ma inevitabilmente viene anche da pensare: dove è finito il coraggio di realizzare delle strutture così uniche? Perché i nuovi edifici che sorgono sembrano tutti degli scatoloni? Il nuovo edificio davanti allo Humboldt Hafen non è male, soprattutto per il … Continua a leggere Riflessi e riflessioni

Intermezzo australiano

Recentemente ho avuto la fortuna di fare un viaggio in Australia di 3 settimane. Oltre alle consuete guide, mi ero letta il divertente libro di Bill Bryson (“In un paese bruciato dal sole” è il titolo italiano, nella traduzione di Stefano Viviani per TEA). A ritorno, dopo aver appurato la mia ignoranza nei confronti dell’Australia e soprattutto della cultura aborigena, ero intenzionata a continuare il viaggio con qualche buona lettura. E sciaguratamente qualcuno mi ha segnalato “E venne chiamata due cuori” di Marlo Morgan. Ora, mi chiedo come sia possibile che un libro del genere abbia avuto successo. Scritto in … Continua a leggere Intermezzo australiano

Peter Pan, Bob Wilson e la politica

È giusto che il teatro, e l’arte più in genere, si occupi dell’attualità. Ma come? Basta mettere sulla scena storie di migranti – uno dei temi più attuali, indubbiamente – con attori-testimoni? E i classici? Possono parlare ancora in maniera attuale? Sarebbe un discorso lungo e complesso. Solitamente quando mi trovo davanti a pièce esageratamente politicizzate, vere e proprie tribune politiche, storco il naso. L’arte può avere una potenza dirompente quando fa riflettere e capire ma se è solo una manifestazione politica rischia di perdere la propria natura di arte. Parlai già di Falk Richter ma il suo spettacolo Small … Continua a leggere Peter Pan, Bob Wilson e la politica