Il venditore di Brezel

Frequentando musei e luoghi di cultura a Berlino vi imbatterete quasi sicuramente in un personaggio molto caratteristico, uno di quei personaggi che sembrano usciti da un altro tempo: il venditore ambulante di Brezel.

I Brezel (che in tedesco in realtà sono le Bretzel), per chi avesse la sfortuna di non conoscerli, sono quel tipico pane intrecciato, nella versione di base con chicchi di sale grosso sulla superficie.

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Lezione di tedesco

Tante volte ho parlato qui del mio amore per le coste ventose del nord della Germania. Tornata da un nuovo soggiorno sulla mia isola preferita, Amrum, per placare la nostalgia ho deciso di rileggere “Lezione di tedesco” (Deutschstunde) di Siegfried Lenz (anche per la soddisfazione di poter rileggere in tedesco un libro letto anni fa nella traduzione italiana di Luisa Coeta), un classico della letteratura tedesca del dopoguerra.

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Nineties Berlin – Berlino negli anni 90

Va svanendo la voce di chi al recente successo di Berlino contestava seccato che ormai Berlino non esiste più, che Berlino era la Berlino ribelle degli anni 90. Una città vuota, grigia, teatro perfetto per sperimentare in un clima tanto afflitto dalla disoccupazione quanto liberato dall’angoscia della guerra fredda, della minaccia nucleare.

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L’Europa e il Mare

A fare una proporzione tra lunghezza delle coste e superficie, l’Europa è un continente marittimo. Eppure in Europa il mare sembra affare di chi sulle coste ci vive o qualcosa legato alle vacanze. Il mare invece, nelle sue declinazioni meridionali, settentrionali, chiuse o oceaniche, ha fortemente influito e continua ad influire sullo sviluppo dell’Europa. Continua a leggere “L’Europa e il Mare”

Il fascino della metropoli

Berlino è bella? Quale sarebbe la sua bellezza?  Cosa rende una metropoli attraente (se una metropoli è attraente)? Berlino, si sa, come disse il critico d’arte Karl Scheffler, è una città condannata a un eterno divenire, senza mai essere (“Berlin ist eine Stadt, verdammt dazu, ewig zu werden, niemals zu sein”). Continua a leggere “Il fascino della metropoli”

Charlotte, come Charlottenburg

Oggi hanno svuotato il suo appartamento. Charlotte abitava al piano terra di un Plattenbau, quasi sempre affacciata alla finestra. Prima di trasferirmi lì le avevo detto buongiorno e chiesto come si viveva in quella casa (non avevo mai vissuto in un Plattenbau e come tutti ero vittima dei soliti pregiudizi). Brusca e seccata mi aveva risposto in dialetto che si viveva benissimo ma ci venivano sempre più stranieri e l’affitto aumentava per loro, che quel palazzo l’avevano fatto. Imbarazzata me ne andai salutando gentilmente.

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