140.000 x 40

140.000 ciclisti di tutte le età oggi erano in strada per la 40esima Sternfahrt, una manifestazione per chiedere più sicurezza per i ciclisti e una città a misura di bici. E come sempre una festa, oltre che una manifestazione. Nonostante la pioggia improvvisa, che per molti è arrivata giusto prima di imboccare il tunnel dell’autostrada. Ma si sa che i ciclisti mica si fanno spaventare da un acquazzone. La pioggia forte che è tornata alla fine, all’arrivo alla Siegessäule, veniva commentata come “vedi, quest’anno hanno pensato anche alla doccia gratis all’arrivo”. Continua a leggere 140.000 x 40

Conoscete Memi?

L’avete sicuramente visto tutti. Perché Memi è in pieno centro. A due passi dall’Isola dei Musei e giusto attaccato a Alexanderplatz. La Berliner Zeitung ne racconta la storia in un sito che si chiama “molto più che una casa”. E in effetti è proprio così. Il nome viene dal diminutivo dell’indirizzo, nella Memhardstraße. È stato costruito nel 1984 nella DDR, poco prima che il muro cadesse. All’epoca ci vivevano persone importanti nella DDR, compresi professori universitari, ministri e persino la figlia del capo della Stasi, Mielke. Poi hanno scelto altri lidi e qui sono venute prostitute e spacciatori. Infine, oggi, … Continua a leggere Conoscete Memi?

Omaggio a Federico II

Federico II di Prussia, detto Federico il Grande, è noto a tutti. Troneggia a cavallo su Unter den Linden vicino al suo Foro (oggi Bebelplatz). Sovrano illuminato, grande stratega, letterato, musicista, architetto, e così via. Nacque a Berlino il 24 gennaio 1712 e morì nella sua amata Potsdam il 17 agosto del 1786. Non stupisce, dunque, che nella seconda metà di agosto si trovino delle corone di fiori ad omaggiare la sua tomba. Ma l’omaggio più bello sono sicuramente le patate che vengono regolarmente poste sulla lapide. Perché fu proprio Federico II a introdurre la coltivazione della patata come alimento, … Continua a leggere Omaggio a Federico II

Salutare gli aerei a Tegel

L’aeroporto di Tegel “Otto Lilienthal” avrebbe dovuto chiudere nel 2012, poi è nota la vicenda di BER*, e il piccolo Tegel – da tanti amato per la sua vicinanza al centro e per il suo aspetto accogliente, e da tutti gli abitanti di Berlino nord odiato per il rumore degli aerei – è ancora lì. Nato (almeno la pista) durante il Blocco di Berlino, Tegel è stato costruito tra il 1965-75 su progetto dello studio gmp (Gerkan, Marg und Partner) di Amburgo, all’epoca appena nato e che proprio a Tegel deve il proprio iniziale successo. C’è un dettaglio che mi … Continua a leggere Salutare gli aerei a Tegel

L’ultima voce del vecchio Tacheles

Questo era il Tacheles poco prima della chiusura definitiva della sede storica. Queste le scale che migliaia di turisti e berlinesi hanno salito per visitare gli atelier degli artisti, il cinema, i bar. Oggi, in attesa della “dubaizzazione” del fabbricato, è solo uno dei tanti posti abbandonati di Berlino. Mentre i piccioni si intrufolano nelle finestre aperte, solo i graffiti sulla facciata ricordano cos’era (aumentando la tristezza per ciò che sarà). A questi graffiti, oggi, voglio dare voce. Nell’immagine sopra, una delle tracce che più mi hanno colpito: uno specchio sormontato dalla scritta “Gegenwart” (“il presente”). Lo specchio, che dovrebbe … Continua a leggere L’ultima voce del vecchio Tacheles

Il vecchio e il nuovo Tacheles

(continua dal post precedente) Intanto del vecchio Tacheles che si sa? Dal 2016 nascerà sulle sue ceneri e sulla grossa adiacente Baulücke un nuovo quartiere scintillante con case hotel e negozi. 2,5 ettari di novità che – c’è da scommettere – non sarà niente di nuovo. Il nuovo investitore, dopo le lunghe vicende giudiziarie di insolvenze e passaggi di mano, è Perella Weinberg Real Estate. Ha comprato l’aerea per 150 milioni di euro da A. A. Jagdfeld, che la comprò a sua volta nel 1998 per 3 milioni di euro; poi l’insolvenza, l’intervento della HSH Nordbank che aveva concesso un … Continua a leggere Il vecchio e il nuovo Tacheles

Quel che resta del Tacheles (e dintorni)

Tanta fretta a sgomberare e poi la rovina del Tacheles è lì, ferma, triste come un monito contro la banalità. Come si addice al suo nome parla chiaro e va dritto al punto: tacheles redet. A due passi il Postfuhramt non ospita più la migliore galleria fotografica di Berlino ma, nascosto sotto le impalcature, cova un palazzo privato. Poco oltre un grande lotto di tanti palazzi, giusto vicino al Bode Museum, è in corso di restauro – e si spera che la promessa di lasciare aperto al pubblico e fruibile il cortile venga mantenuta, che l’isolato si animi di persone … Continua a leggere Quel che resta del Tacheles (e dintorni)

Un museo coi baffi

Se pensavate che il museo sulla storia della Marca fosse una barba, vi dovrete ricredere: è incrediilmente attuale. Ci sono molti buoni motivi per visitare il Märkisches Museum, seppure sospetto che pochi turisti italiani o berlinesi italiani lo conoscano. Oggi mi limiterò a esporre alcuni pezzi unici per cui in questa epoca di hipster fatti con lo stampino una visita al museo è irrinunciabile. La vedete questa tazza? Viene dritta dall’Ottocento, come quella sotto. La scritta recita che per quanto possa sembrare strana, questa tazza mantiene la barba pulita e a posto. Come? Così: Ebbene sì. Se qualche designer fosse … Continua a leggere Un museo coi baffi

Santa Lucia Multikulti

Dopo San Martino, un’altra festa italiana è sbarcata trionfalmente a Berlino – ovviamente arricchita da un po’ di multicultura. Il 13 dicembre, Santa Lucia, tradizionalmente definito “il giorno più corto che ci sia”, a Palermo è un giorno di festa particolare. In ricordo di una leggendaria carestia che terminò con una nave carica di grano attraccata al porto il 13 dicembre, e subito interpretata come grazia concessa dalla Santa, in questo giorno a Palermo non si mangiano pasta pane e derivati. Perché allora i palermitani affamati non ebbero il tempo di molare il grano e lo mangiarono in chicchi. La … Continua a leggere Santa Lucia Multikulti

Quando viene l’autunno

Per alcuni è quando le foglie diventano rosse, per altri quando il vento inizia a dare un brivido, per altri ancora quando le giornate si fanno corte. Per me, il segno inconfutabile che l’autunno è arrivato ed è ora di prepararsi all’inverno, è quando viene smontato il teatro di legno di Monbijou. Nel 2014 il teatro Hexenkessel ha compiuto 20 anni. Era il 1994 quando si iniziò a recitare in un cortile nascosto di Prenzlauer Berg, a Schönhauser Allee 177. Finita quest’era, il teatro ha traslocato a Monbijoupark. Poi è arrivata la sabbia dal Baltico a formare la spiaggia lungo … Continua a leggere Quando viene l’autunno

Plattenbau mon amour

Plattenbau, ovvero casa fatta con pannelli di cemento prefabbricati, detta spesso solo “Platte”. È la soluzione che venne adottata nella DDR per ricostruire in fretta e garantire a molti berlinesi (e non solo) di avere una casa nuova, dopo le macerie della guerra. Nessuno spreco di spazio. Robusto cemento armato. Case moderne. I Plattebauten più famosi sono quelli dei quartieri di Lichtenberg e Marzahn. C’è chi li definì le case più brutte del mondo. Eppure la loro concezione non sarebbe dispiaciuta a Le Corbusier e dopo la caduta del muro di Berlino i quartieri sono stati ristrutturati e vivacizzati di … Continua a leggere Plattenbau mon amour