Viaggio in Iran / 6 Kashan e Qom: rose, amore e fede

Kashan è stato un importante centro per le stoffe. Se avete visitato il museo Pergamon ne avete sentito parlare e visto bei reperti. Generalmente si visita Kashan, nota anche per l’estrazione dell’acqua di rose, per ammirarne l’architettura civile tradizionale.

kashan casa tradizionale

La casa tradizionale di Kashan Khan-e Borujerdi fu costruita per amore: la storia vuole che Borujerdi si presentò dal padre dell’amata per chiederla in sposa. Il padre rispose che dato che sua figlia era abituata a vivere in una bellissima casa, era necessario che Borujerdi ne costruisse una almeno altrettanto bella se voleva sposarla. Dal risultato che si può ammirare ancora oggi è abbastanza chiaro che Borujerdi, che chiamò i migliori artigiani dell’epoca per decorare la sua nuova abitazione, riuscì a sposare la fanciulla.

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Da Kashan, rientrando a Teheran, è opportuno prevedere una sosta a Qom, la città più sacra dell’Iran e centro del potere religioso del paese. Qui giungono studenti da tutto il mondo per studiare nelle sue madrase. Ovviamente tutto questo significa che a Qom bisogna essere particolarmente rispettosi delle imposizioni sul comportamento e sull’abbigliamento. Ma la fatica di indossare un chador (viene fornito all’ingresso) con 40 gradi, vale la pena per visitare il santuario più importante, Hazrat-e Masumeh, che ospita la tomba di Fatima, la sorella dell’Imam Reza. La visita può essere effettuata prenotando una guida ufficiale ed è vietato entrare all’interno del santuario.

qom santuario
Fedeli e turisti al santuario di Qom

Finisco così il mio racconto sull’Iran, un paese meraviglioso e accogliente, che sempre più stringe legami con l’Italia (recentemente, ad esempio, le Ferrovie dello Stato hanno chiuso vari accordi per progetti ferroviari in Iran) e che consiglio a tutti di visitare. Mentre al suo popolo auguro di poter crescere liberamente secondo le proprie idee, senza imposizioni esterne come interne.

kashan pergamonmuseum
Da Kashan al Pergamonmuseum

Al ritorno dall’Iran, per guarire un po’ di nostalgia, non resta che fare un bel giro a Pergamonmuseum per vedere ancora reperti preziosi della zona e sognare ancora una civiltà elegante e colta che è più vicina al nostro sentire europeo di quanto non lo siano nuovi mondi poco consapevoli della profondità della storia e del pensiero.

babilonia pergamonmuseum
Un leone della celebre porta di Babilonia nel Pergamonmuseum. Come non ripensare ai fiori e ai leoni di Persepoli?

In chiusura, ancora due sagge poesie di Khayyam, sempre nella traduzione di Bausani.

Fin quando mi starò a tormentare di non avere o d’avere,

e se potrò viver nel mondo in dolce letizia o tristezza?

Riempi la coppa di vino, ché nemmeno m’è dato sapere

Se l’alito ch’ora respiro potrò espirarlo di nuovo.

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L’elegante perfezione dei decori persiani

Quel tanto che a bere ti basta, e a mangiare e a vestire,

cercalo pure, ché in questo ancor sei scusato.

Ma il resto è tutto vano, e vuoto, e tu bada bene

A non venderti via la vita preziosa per questo.

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2 pensieri su “Viaggio in Iran / 6 Kashan e Qom: rose, amore e fede

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