Viaggio in Iran / 5 Isfahan, la metà del mondo

Se solo quest’anno l’UNESCO ha inserito Yazd nella lista dei Patrimoni dell’Umanità, la piazza principale di Isfahan, Naqsh-e Jahan, fa parte della lista dal 1979. E giustamente, perché Isfahan è una delle città più belle che possa capitale di visitare. Un modo di dire vuole che “Esfahan Nesf-e Jahān”, “Isfahan è la metà del mondo”. Non si fatica a crederlo per quanto le sue bellezze riempiono gli occhi e l’anima.

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Una vista della piazza principale di Isfahan e della moschea Sheikh Lotfollah 

 

La piazza Naqsh-e Jahan di Isfahan, una delle più grandi al mondo dopo Tienammen, è sorta alla fine del 1500 per volontà dello Scia Abbas I. Originariamente serviva per giocare a polo, uno sport molto amato dai sovrani persiani (no, non è uno sport inglese).

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Da non perdere assolutamente: la vista della piazza al tramonto e poi di notte!

Sulla piazza si affacciano due moschee meravigliose, che donano all’eleganza una nuova definizione e al blu infinite sfumature: la moschea dello scià e la moschea dello Sheikh Lotfollah.

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Una vista della piazza al tramonto. In fondo la moschea “decentrata” dello scià, a sinistra la cupola della moschea Sheikh Lotfollah 

Ci vollero 25 anni per realizzare la moschea dello scià (Masjed-e Shah) voluta da Abbas il Grande che avrebbe voluto lavori più veloci ma fortunatamente il suo architetto non lo accontentò e non trascurò nessun dettaglio fino ad ottenere il capolavoro che ammiriamo ancora oggi.

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Caratteristica della Masjed-e Shah è anche la posizione dislocata dell’ingresso: la facciata segue l’andamento della piazza ma il corpo della moschea è orientato secondo la Mecca con un elegantissimo e sapiente decentramento.

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La moschea Sheikh Lotfollah riserva ancora una meraviglia di armonia ed eleganza, che sembra cambiare colore con il variare della luce. Non era destinata ad uso pubblico ma solamente privato, essendo stata costruita per il suocero di Abbas I, un apprezzato studioso di teologia. Probabilmente il modo migliore per ammirarla è lasciarsene rapire. Mettete da parte la macchina fotografica, sedetevi a terra e lasciate vagare lo sguardo e i pensieri tra le sue splendide decorazioni.

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Sul lato opposto della piazza rispetto alla moschea Sheikh Lotfollah si trova il palazzo Ali Qapu, dal quale è possibile ammirare dall’alto la piazza nel suo complesso, e la pazienza di salire tutti i gradini è ripagata dalla bella sala della musica, con pareti decorate con intagli di strumenti musicali, che al contempo servono a migliorare l’acustica.

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Tutto intorno alla piazza corrono anche dei portici con delle botteghe e sul lato della piazza opposto alla moschea dello scià c’è l’ingresso principale al grande bazar della città, dove è bello perdersi respirando l’odore delle spezie.

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Un venditore di spezie nel bazar di Isfahan. Lo zafferano iraniano è eccellente

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Altra tappa imperdibile di una visita a Isfahan è il complesso della moschea Masjed-e Jameh, che nei suoi diversi ambienti mostra l’evoluzione e la storia dell’architettura religiosa islamica, dalla geometria selgiuchide fino alla raffinata complessità savafide.

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Con un po’ di fortuna (capitatami questa volta ma non la precedente) è possibile che aprano la diga restituendo alla città il suo fiume, che la impreziosisce ancor più.

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I ponti più famosi sul fiume sono sempre molto vivi e si rivelano un luogo l’incontro con la consueta cordialità degli iraniani, mentre la zona verde lungo il fiume nelle sere d’estate è piena di famiglie e giovani seduti a mangiare o chiacchierare. Isfahan è infatti la principale meta turistica in Iran e attira anche moltissimi turisti iraniani).

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Anche se nei ristoranti iraniani è più facile trovare gli arrosti (kebab), bisognerebbe cercare i celebri stufati, elaborati quanto buoni

Isfahan è da sempre la capitale iraniana dell’artigianato. In particolare sono famosi i suoi miniaturisti: entrate in un negozio per ammirarne le opere e il lavoro.

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Ancora una immagine della piazza, vista dai giochi d’acqua della grande fontana

E anche per i dolci è famosa Isfahan, in particolare per dei torroncini con i pistacchi. Anche se il mio consiglio è di non perdere per nulla al mondo questi dolcetti fatti con farina di ceci, olio e sesamo (si trovano anche in altre città iraniane). Una delizia assoluta!

isfahan dolci iraniani

 

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