Viaggio in Iran / 4 Yazd, ghiacciaie nel deserto, torri del vento, torri del silenzio, caravanserragli e piccionaie

A luglio l’UNESCO dovrà decidere se inserire Yazd tra i patrimoni dell’Umanità. E spero proprio che lo faccia. Perché Yazd è una città straordinaria ed estremamente ben curata.

(aggiornamento: l’UNESCO ha inserito Yazd tra i patrimoni dell’Umanità nel luglio 2017.)

yazd 1 tetti
Vista dall’alto sui tetti del centro storico di Yazd

Venendo da Pasargarde, prima di raggiungere Yazd, vale la pena fare una sorta a Abarkouh, per la Casa del ghiaccio (non è l’unica ma questa è molto bene conservata). Ci si comincia così a fare un’idea dell’architettura da queste parti, nel deserto.

Abarkouh Yakchal
Casa del ghiaccio a Abarkouh

Le ghiacciaie yakhchāl, letteralmente “fossa del ghiaccio” sono costruzioni usate per mantenere il ghiaccio nel deserto. Nelle rigide notti invernali l’acqua della fontana antistante ghiacciava e il mattino il ghiaccio era messo nella parte scavata sotto la cupola, foderata di un misto con sabbia, argilla, albume d’uovo, pelo di montone e cenere. D’estate la struttura a cupola faceva sì che l’aria all’interno restasse fresca, senza sciogliere il ghiaccio.

yazd strada deserto
Proseguendo per Yazd il panorama si fa sempre più mistico, o come altro definire un deserto con i monti sullo sfondo?

Una delle costruzioni caratteristiche a Yazd solo le torri del vento (badghir in persiano): un sistema perfetto per rinfrescare le abitazioni nel deserto (si arriva facilmente sopra i 40 gradi, anche se il caldo molto secco del deserto è meno faticoso di quello a 30 gradi umido di qualsiasi città europea). Le torri intrappolano il vento e lo incanalano in basso nelle stanze. A Yazd svettano numerose sul panorama delle case (chedete di poter salire su qualche terrazza, magari a un negozio di tappeti o ceramiche, per la quale la regione è famosa).

yazd torre vento hotel Moshir
Una piccola torre del vento su un edificio del bellissimo hotel Moshir a Yazd, un luogo in cui scoprire l’eleganza delle vecchie abitazioni persiane con giardini squisiti

Mentre per la via principale è possibile imbattersi in un caffè che potrebbe stare benissimo anche a Berlino (Yazd è una città ricca, celebre per le fabbriche di ceramiche e vecchio e moderno si fondono armonicamente).

yazd caffe

Altra caratteristica del centro storico sono le porte delle case tradizionali, con due batacchi diversi per consentire di distinguere se chi bussa è un uomo (batacchio a cerchio più leggero) o una donna (batacchio cilindrico più pesante, con il quale non serve far forza. Così le donne in casa sapevano se coprirsi o no per andare ad aprire.

yazd porta batacchi

Oltre al bellissimo centro storico di Yazd, una delle cose più famose e affascinanti in città sono le torri del silenzio zoroastriane. Yazd conta ancora una grossa comunità zoroastriana ed è possibile anche visitare un tempio zoroastriano con un fuoco che, si dice, arde ininterrottamente dal 470 d.C.

yazd tempio zoroastriano

Gli zoroastriani sono arrivati a Yazd scacciati e sospinti dagli invasori arabi. La loro è una religione molto antica (si parla di un periodo tra il IX e il XVIII secolo a.C), basata su tre regole fondamentali decisamente condivisibili: pensare bene, parlare bene e agire bene. Uniti all’idea che ciò che si compie infine ritorna: questo il significato del loro simbolo più famoso, una sorta di uomo alato con un anello in mano, simbolo della fedeltà, il simbolo del cerchio della vita e due riccioli sotto le ali che rappresentano appunto la via del bene da seguire e la via del male da evitare, che, ritorte, ritornano verso la figura centrale. Il simbolo lo si vede spesso anche a Persepoli, perché tutti i re era zoroastriani.

yazd torre silenzio 1

Le torri del silenzio zoroastriane sono luoghi di sepoltura usati fino a una sessantina di anni fa, e oggi vietate. Sulle torri venivano portati i corpi dei morti, per lasciarli consumare agli avvoltoi. Gli zoroastriani, infatti, ritengono sacri gli elementi naturali acqua, terra, aria, insieme al sole e al fuoco. Pertanto rifiutano l’inumazione che contaminerebbe il terreno e anche la cremazione, che contaminerebbe l’aria (ora che l’uso delle torri è vietato seppelliscono i corpi nel cemento, ben isolati).

yazd torre silenzio 2
Sulla collina di questa torre è stata realizzata una scalinata per rendere più agevole la salita ai turisti

Una volta che solo le ossa erano rimaste, queste venivano buttate in una fossa al centro della torre e ricoperte di calce viva. Ai piedi delle torri si trovano piccole costruzioni che servivano a ospitare i parenti del defunto. Ma sopra la torre potevano salire solo gli addetti alla sepoltura, uomini votati a tale lavoro, che non potevano mai lasciare la zona delle torri.

yazd torre silenzio porta
Un tempo solo gli addetti potevano salire sulla collina ed entrare da questa piccola porta per deporre i defunti all’interno della torre

Dati i principi della loro religione e il profondo rispetto per gli elementi naturali, non stupisce l’ambientalismo degli zoroastriani. Oltre ad essere tutto molto pulito e ben curato (ma è sempre così in Iran), la raccolta differenziata è presa molto sul serio.

yazd piazza
La bella piazza principale di Yazd, con la moschea in fondo e sulla sinistra due torri del vento

Nel deserto attorno a Yazd si trovano molti caravanserragli, luoghi incredibilmente affascinanti già solo a sentirli nominare. Tanti sono abbandonati ma alcuni sono stati ristrutturati ed è possibile trovarci un ristorante per una sosta gradita e rinfrancante con l’ottima cucina iraniana.

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Un caravanserraglio ristrutturato dove è possibile sostare lungo il cammino

(La speranza è che il turismo in Iran aumenti e che un numero maggiore di antichi caravanserragli sia restaurato e valorizzato – perché potete avere tutti i pregiudizi del mondo sui turisti e sul turismo di massa, ma il turismo si sposa con la pace, apre la mente di chi viaggia e genera una economia importante).

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La misteriosa torre nasconde… una piccionaia

Ultima sorpresa architettonica è una piccionaia. Dall’esterno una semplice costruzione cilindrica. Dentro un misurato e movimentato insieme di nicchie che fa pensare a Gaudì più che ai colombai etruschi. E qui colombaio non è solo una metafora: le nicchie dovevano veramente ospitare piccioni, per raccoglierne poi il prezioso guano impiegato come fertilizzante.

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Il secondo piano della piccionaia
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Interno della piccionaia in disuso. In alto ci sono le finestre per far entrare gli uccelli e ogni spazio delle pareti ospita delle nicchie creando un insieme armonioso
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