Viaggio in Iran 2 / Shiraz la città dei poeti

O cuore che non ti prenda dolore di questo mondo consunto:

Tu non sei cosa vana, di vani dolori non prenderti cura.

Poiché ciò che è stato è passato, e ciò che non è non è ancora,

Vivi felice, e non ti afferri tristezza di quel che non è, non è stato.

Ecco un meraviglioso esempio di poesia persiana, opera di Omar Khayyam, matematico, astronomo, filosofo, scienziato e poeta nel tempo libero, nato nel 1048 e morto nel 1131 (cito le sue Quartine nell’ottima traduzione italiana di Alessandro Bausani per Einaudi, un libro che consiglio caldamente a tutti). Khayyam non era nato a Shiraz, città fortemente legata a un altro dei maggiori poeti e mistici persiani: Hafez (1315-1390, circa).

IMG_20170603_143311
La cupola sopra la tomba di Hafez, a Shiraz

La sua tomba è il luogo più famoso di Shiraz. Vi troverete una libreria annessa che vende poesie, e anche venditori per strada che offrono fogli con suoi versi, usati anche come guida, in un misto tra divinazione e riflessione, per così dire. Il mausoleo di Hafez è in realtà una struttura moderna in un bel giardino. La cosa che è interessante vedere è la quantità di persone che vi si recano. Innamorati che interpretano letteralmente i suoi versi (in fondo l’amore è uno, che sia rivolto a Dio o a un altro essere, il sentimento non cambia). Persone di ogni età (rispetto al precedente viaggio noto che hanno messo un parapetto in vetro per non far toccare la tomba, come era tipico fare).

 

tomba hafez

Cito qualche suo verso da una traduzione italiana comprata proprio a Shiraz, purtroppo ne ignoro l’artefice (probabilmente è scritto in farsi nella prima pagina – e io so leggere solo i numeri)

A me, accanto all’amato, qual mai garanzia di letizia serena,

se giunge un sonar di campana che incita e urge a partire?

Notte nera, paura dell’onda, terribile gorgo:

di noi che ne sa chi con carico lieve percorre le rive?

(perfetta per chi soffre di Fernweh)

IMG_20170603_144014
Moschea a Shiraz

“Insofferente, il poeta! Non chieda a lui pace, l’amico, non chieda a lui sonno:

mai dell’una egli ebbe il sentore, mai ebbe notizia dell’altro”.

shiraz moschea 1

“La lealtà con gli amici, maniere cortesi con chi t’è nemico:

serenità nei due mondi, ecco il senso di queste parole.”

IMG_20170603_144305
Ancora raffinati decori in una moschea a Shiraz

“Da questa dimora che è il cosmo va’ via, e non chiedergli cibo,

ché per tetra avarizia ai suoi ospiti, poi dà la morte.”

moschea shiraz
Moschea a Shiraz, elegante come la poesia persiana

Chiunque venne nel mondo è sospinto da sé alla rovina,

perciò non chiedete in taverna “ma il sobrio dov’è?”

(…) Non dolerti poeta del vento d’autunno sul prato del mondo,

ma pensa a quest’ovvio concetto: non spine, e la rosa dov’è?

tomba hafez 2014
Visitatori alla tomba di Hafez nel 2014, quando ancora non c’era la barriera in vetro e tutti usavano toccare la lapide

Perché biasimare chi un simile vino sorseggia?

Qual peccato, in quest’essere folli, e dove, ma dove è l’errore?

Ben è meglio chi beve, e non ha ipocrisia né finzione,

di quello che vende pietà, ed è invero viscido e falso.

Però dove è il male, se insieme beviamo una coppa di vino io e te?

Sangue, è il vino, che viene da vite, non è sangue vostro che sgorga.

È mai forse un difetto? Ne viene mai danno o rovina?

E pur se fosse così, non fa nulla: non è, senza pecca, un umano.

cittadella shiraz
La cittadella fortificata di Shiraz. Caduta in disuso fu usata come prigione, con danni agli affreschi.

Il tema del vino è molto caro alla poesia persiana, va inteso in senso simbolico, certamente, ma anche letterale (anche l’ebbrezza è una, che si tratti di quella mistica, amorosa, poetica o derivata dal vino). A Shiraz si produceva il vino, purtroppo bandito oggi dalla Repubblica Islamica come tutti gli alcolici. A un vitigno è stato dato il nome della città, ma sarà più facile berlo in Australia.

shiraz giardino aranci
Un giardino di aranci dentro la cittadella a Shiraz

Non mancano invece di giardini, a Shiraz, come quelli di Eram, e altre architetture interessantissime, come la cittadella, gli antichi bagni (Hammam) e una delicata moschea con maioliche blu. Tutti angoli in cui è possibile respirare una pace profonda, e dove sarebbe ideale fermarsi a leggere un libro di poesie. Ve ne copio ancora qualcuna di Khayyam, che vi sia preziosa.

shiraz hammam
Interno del vecchio hammam a Shiraz

Levati e in nulla t’angusti la pena del mondo che passa,

Siedi qua per un attimo, passa quest’attimo lieto,

Ché se nell’essenza del mondo vi fosse stata costanza

Il turno, dopo tanti altri, a te non sarebbe toccato.

shiraz panorama
La valle di Shiraz vista dall’alto di una collina panoramica a nord est della città, che offre la possibilità di una piacevole passeggiata

Siam noi il Principio della Gioia, la Miniera del Dolore,

essenza di giustizia noi siamo e dell’ingiustizia la fonte,

bassi siamo ed alti, perfetti siamo e impotenti,

siam rugginoso specchio, e di Giam* la limpida coppa.

(*Giamscid, antico re mitico dell’Iran preistorico, inventore delle arti e dei mestieri, aveva una coppa limpidissima nella quale scorgeva tutti i misteri dell’universo, come spiega Bausani nella sue preziose note)

shiraz sala da tè
Due ragazze in una piacevole sala da tè a Shiraz, sedute sui tipici divani coperti da un tappeto. Il luogo ideale per intrattenersi a parlare, fumare il narghilè, bere tè

Ogni attimo che passa veloce della tua vita

Non lasciare che passi altro che in buona allegrezza.

Sappi che il capitale vero del gran commercio del mondo

È la Vita, la Vita che passa come tu sai passarla.

shiraz moschea luci
La moschea della luci a Shiraz. Alle donne viene fornito il chador e all’interno dell’edificio dovrebbero entrare solo i musulmani. Tuttavia con la dovuta discrezione, senza far foto e senza disturbare, si può entrare a fare un piccolo giro e ammirare l’interno coperto di specchi. Altrimenti anche un giro al tramonto nel cortile, tra i fedeli, è già una bella esperienza.

Poi che null’altro che vacuo vento ci resta d’ogni cosa che esiste,

Poi che difetto e sconfitta colgono al fine ogni cosa,

Considera bene: ogni cosa che è, è in realtà nulla;

Medita bene: ogni cosa che è nulla, è in realtà tutto.

shiraz sera
La stessa sala da tè la sera, affollatissima, festosa e con bella musica dal vivo. Il luogo perfetto per scoprire la vitalità elegante del popolo iraniano.

Di religione meditano pensosi alcuni degli uomini,

altri si struggon di dubbi sulla via della scienza.

Temo che un giorno non si levi un grido d’un tratto:

“Oh stolti! La Via Vera non è né questa né quella!”

shiraz sera 2
Con la trascinante musica dal vivo è impossibile non iniziare a cantare e ballare, seppure pacatamente seduti (solo i bambini si concedono di essere un po’ più scatenati). Anche l’impassibile signore con i baffi in primo piano, dopo poco ha dovuto sorridere e iniziare a battere le mani a tempo.

Meglio astenersi da tutto quello che vino non sia,

e meglio che il vino lo mescan fanciulle racchiuse in tende regali.

Meglio è il vagabondaggio e l’ebbrezza, e il perder lieti la strada,

meglio è un sorso di vino che lo spazio del cielo, e gli abissi.

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...