Viaggio in Iran, l’antica Persia /1

A distanza di tre anni sono tornata in Iran e ancora una volta mi sono innamorata di questo paese meraviglioso e della sua gente. Nonostante il pregiudizio diffuso (e nonostante i recenti due orribili attentati dell’Isis), l’Iran non è un paese pericoloso e la sua popolazione non è fatta di fanatici anti-occidentali.

picnic isfahan
Un picnic notturno a Isfahan: la sera con le temperature più miti molte persone escono nei parchi ed è impossibile non fermarsi a scambiare due parole tra sorrisi e inviti

Chiunque parte per visitare l’Iran resta profondamente toccato dalla realtà del paese, molto diversa da come ce la si immagina. E tutti, ma proprio tutti, finiscono per lasciare in Iran un pezzetto di cuore. Per un popolo amante della poesia (si dice che ogni iraniano, a prescindere dal suo grado di cultura, sia in grado di recitare alcuni versi di Ferdosi e che una copia delle poesie di Hafez sia presente in ogni casa), cortese, aperto e orgoglioso del proprio lontano passato persiano, della grandezza di Ciro e della sua stesura dei primi diritti dell’uomo.

tomba di Ciro
La tomba di Ciro il Grande a Pasargarde

Cito da un vecchio articolo (mi è stato girato con l’indicazione che uscì sullo Spiegel, ma non ho i riferimenti esatti): “sulla mentalità degli iraniani sembra incombere un importante retaggio storico: i diritti dell’uomo e il concetto di libertà potrebbero essere nati non con gli antichi greci ma in Iran, già nel VI sec. a.C. con Ciro il Grande, il sovrano Achemenide che fondò il primo Impero persiano, destinato a diventare il regno più grande e potente della terra. Ciro, che era un uomo di grande coraggio e nobiltà d’animo, liberò gli ebrei dalla cattività babilonese nel 539 a.C. facendoli tornare a Gerusalemme per ricostruire il tempio a sue spese. Fu l’artefice di quello che è stato definito il primo impero tollerante dal punto di vista culturale religioso, che arrivò a comprendere 23 popoli diversi capaci di convivere pacificamente sotto la guida di un governo centrale, originariamente situato a Pasargarde. Al suo apogeo, durante il regno del successore di Ciro, Dario, i suoi confini si estendevano dal Mediterraneo al fiume Indo. (…) Il cosiddetto “cilindro di Ciro” è forse il più prezioso manufatto iraniano (conservato al British Museum di Londra, ma una copia si trova nella sede dell’ONU a New York). Il cilindro d’argilla, che sembra il torsolo di una pannocchia, reca iscritto in caratteri cuneiformi un editto riconosciuto da molto come il primo documento sui diritti dell’uomo, in anticipo di quasi due millenni sulla Magna Charta. Interpretabile come un appello alla libertà etnica e religiosa, esso bandiva la schiavitù e qualsiasi tipo di oppressione, vietava la requisizione della proprietà per mezzo della forza o senza risarcimento e dava agli stati membri il diritto di scegliere se sottomettersi o meno all’autorità di Ciro che affermava di non voler governare per mezzo della guerra”.

bassorilievo da Persepoli
A colloquio con Dario. Bassorilievo da Persepoli con il colore originale, nel museo di Teheran.

È vero: nella Repubblica Islamica attuale le donne devono indossare il velo e dei vestiti coprenti (pantaloni o gonna lunga e una camicia lunga che nasconda le forme), gli uomini non possono girare in pantaloncini nonostante il gran caldo. Ma qualche sacrificio sull’abbigliamento val bene l’esperienza straordinaria che riserva un viaggio in Iran. Città ben curate (nonostante il traffico infernale dei centri maggiori), architetture eleganti, preziosissime zone archeologiche, costruzioni misteriose (torri del vento, torri del ghiaccio, torri del silenzio, piccionaie), religioni antichissime ancora vive (Zoroastrismo) e una marea di persone sorridenti che vi daranno il benvenuto nella loro città e vorranno scambiare due chiacchiere con voi, mostrandovi una gentilezza rara.

bimba a yazd
Uno dei tanti incontri: la bambina in bici, accompagnata dalla madre, si avvicinava ai turisti nella piazza più famosa di Yazd salutandoli in inglese sorridendo, felice di poter scambiare qualche parola con degli stranieri.

Cito ancora dal suddetto articolo: “Per un certo periodo, il riemergere della religione, dopo l’irrefrenabile modernismo dello scià, fu percepito come un ritorno alla purezza. Eppure sono molti gli iraniani non particolarmente religiosi, che frequentano poco ma moschea e non rispettano il digiuno. Si tende piuttosto a seguire l’antico modello zoroastriano, caratterizzato da un cammino spirituale più interiore in linea con il proverbio persiano secondo cui <la conoscenza di sé porta alla conoscenza di Dio>”.

E ora partiamo con il racconto. Se volete una colonna sonora andate qui, oppure, nella versione occidentale, qui (poi ditemi quale delle due preferite per questa bella canzone che usa un testo del poeta Rumi, del quale ho trovato finora solo una bella versione tedesca e non italiana).

porta teheran
Vecchia porta di Teheran

La tappa iniziale è quasi sempre Teheran, la capitale. Qui molti edifici storici sono stati distrutti e la città sembra in una eterna febbre di costruzione (venendo da Berlino diciamo che ci si sente a casa con palazzi abbattuti e costruiti…). Ma a Teheran è possibile anche visitare il Palazzo del Golestan con le sue ricchissime sale adornate di mosaici di specchi e piene di doni fatti dai governi allo scià, e il ricco museo archeologico, con reperti notevolissimi. Molto interessante anche il museo del vetro, che merita una visita anche per il palazzo che lo ospita.

museo del vetro
Un reperto nel museo del vetro. Alcuni antichi manufatti in vetro di origine persiana sono presentati anche nel museo Pergamon a Berlino.

E se pensate che qui si sia solo seri e tristi, andate alla torre della libertà, simbolo di Teheran, per scoprire che hanno aggiunto una statua di un tizio che si fa un selfie con la stessa (e ora tutti si fanno i selfie con il selfie-man).

selfie man
Il selfie-man con la torre della libertà (e pullman turistico…) sullo sfondo

Sullo sfondo della città si stagliano i monti e nei quartieri alti verso le montagne, più ricchi ed eleganti, sembra scendere l’aria più fresca. Proprio quassù ho visitato un bel mercato coperto, con datteri dal profumo di miele e frutta, e verdurai che tritano le erbe aromatiche per preparare le ottime ricette della cucina iraniana.

verduraio teheran

L’Iran è un paese molto grande (cinque volte l’Italia) e anche solo per toccare le città più famose (Teheran, Kashan, Isfahan, Yazd, Shiraz, andando da nord a sud) bisogna mettere in conto di fare un volo aereo interno (con la fine dell’embargo finalmente l’Iran ha potuto comprare nuovi aerei e non c’è da temere! Io ho volato verso Shiraz con la privata Mahan Air trovandomi benissimo) o di ripartire per l’Europa da Shiraz, dopo essere arrivati a Teheran.

mausoleo khomeini
Il mausoleo con la tomba di Khomeini. Per entrare, dopo i conuseti controlli, alle donne viene fornito un chador

20 Km a sud di Teheran, poco lontano dall’aeroporto internazionale, è possibile visitare il mausoleo con la tomba dell’imam Khomeini, il padre della Repubblica Islamica. (Si tratta del mausoleo colpito da uno degli attacchi terroristici dell’Isis del 7 giugno 2017).

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I monti che fanno da sfondo alla città di Teheran (Davamand, 5671 metri)
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