Di rientro dall’Iran

Gli orribili attentati in Iran arrivano al mio rientro da un nuovo viaggio in questo meraviglioso paese. E la sensazione non è “l’ho scampata” (in fondo pochi giorni fa io ero a visitare la tomba di Khomeini, alla quale si accede attraverso metal detector e perquisizione, come un po’ ovunque nei posti importanti in Iran). No, la sensazione chiara è solo di estrema rabbia per chi finanzia l’Isis per nutrire i propri interessi economici, rabbia per il troppo probabile collegamento tra gli attentati e il recente isolamento del Qatar, colpevole di aver aperto al dialogo con l’Iran (ancora risuonano nell’aria le parole: «Non c’è saggezza nel nutrire l’ostilità nei confronti dell’Iran»).

L’Iran combatte contro l’Isis in Iraq e Siria. Alle tante foto di “martiri” che si vedono lungo le vie, ora si aggiungono quelle dei morti nella guerra contro l’Isis. Non stupisce dunque l’attentato.

Ma proprio ora e proprio dopo che Trump ha firmato per vendere 110 miliardi di dollari di armi all’Arabia Saudita. Via, non siamo mica scemi.

L’altra sensazione è di profonda fratellanza. Gli attentati mi hanno colpito come quelli in qualsiasi città europea. Il pensiero va subito agli amici che stanno lì, alle persone tali e quali a me e voi, che in un modo o nell’altro si trovano coinvolte in questo schifo di illogica gestione del mondo e delle sue risorse.

Nei prossimi giorni vi racconterò un po’ di un paese meraviglioso, che auguro a tutti voi di poter visitare per le sue tantissime bellezze.

Quanto a me, partirei anche domani per un nuovo viaggio in Persia.

IMG_20170603_143635

P.S.

Scrive oggi la direttrice dell’ufficio centrale dello Spiegel a Berlino, in un articolo che condivido appieno:

Bandiera a mezz’asta per l’Iran

Ieri l’Iran è stato vittima di una attentato terroristico riconosciuto dall’IS, con almeno 12 morti e 42 feriti. Questo mi ha colpito particolarmente perchè ho vissuto molti anni a Teheran come corrispondente. A Teheran mi sono sentita sempre molto sicura, molto più che a Londra e a Parigi, ma ora il terrorismo dell’IS ha colpito anche questo paese, che finora era un fattore di stabilità nella regione. Il grande rischio ora è che l’Iran può mettere in relazione l’attacco terroristico con l’Arabia Saudita e potrebbe così crescere il conflitto tra le due potenze sul Golfo. La mia collega Susanne Kölbl  su SPIEGEL DAILY ha analizzato molto bene il ruolo dell’Iran nella regione. Per me, come dopo gli attentati in Turchia, resta aperta la domanda sul perché qui non reagiamo con la stessa solidarietà che è scontata per attacchi terroristici a Londra o a Parigi. Per me oggi le bandiere sono a mezz’asta.”

Qui, invece, un interessante articolo del Guardian sulla questione.

 

Annunci

7 pensieri su “Di rientro dall’Iran

  1. Andate a vedere le foto di Berlino101 su instagram! Io sono ancora emozionata per quella cosa incredibile delle pareti decorate con casse di risonanza. Incredibile.

    1. Cara Bea, ti dirò che ho trovato più pesante il caldo umido di passaggio a Roma! 🙂 Soprattutto a Yazd (nel deserto) e Qom (più bassa) faceva veramente molto caldo ma sempre molto secco e si sopportava bene – tanto più dopo un lungo inverno berlinese! Ti auguro di visitare un giorno l’Iran e le sue tante bellezze

      1. Non più di qualsiasi capitale europea, ahimé… La sensazione in Iran è piuttosto quella di essere in un posto iper-sicuro perché molto controllato.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...