Intermezzo birmano

Recentemente ho avuto la fortuna di visitare e scoprire un paese meraviglioso: il Myanmar, più noto come Birmania.

img_20161118_221853
La Pagoda Shwedagon a Yangon

Adoro la calma che si respira nei paesi buddisti. Per esempio quella che si può respirare girando attorno alla Pagoda Shwedagon a Yangon, tra monaci e monache buddisti e soprattutto tra tante persone comuni.

img_20161118_222035
Ancora la Pagoda Shwedagon, dopo il tramonto
img_20161119_212506
Il pasto dei monaci. Tutti i buddisti in Myanmar vivono almeno un periodo come monaci, tornando poi, se vogliono, alla vita comune

Marcel Proust ha scritto che “le véritable voyage de découverte ne consiste pas à chercher de nouveaux paysages, mais à avoir de nouveaux yeux” (un viaggio di scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi ma di occhi nuovi). E sicuramente un viaggio in Myanmar aiuta a ottenere uno sguardo nuovo sul mondo.

img_20161119_213356
Una giovane tessitrice con il caratteristico Thanaka sul viso, una polvere estratta da una radice che protegge la pelle dal sole e la mantiene giovane e sana

Gli spostamenti richiedono lentezza e pazienza. E sono di per sé una esperienza intensa, come la navigazione dell’Irrawaddy da Mandalay a Bagan.

img_20161120_232330

 

img_20161120_232755
Tramonto sull’Irrawaddy. Il battello sarebbe dovuto arrivare a destinazione prima del tramonto ma la nebbia mattutina e gli insidiosi banchi di sabbia del fiume rallentano la navigazione

 

img_20161121_222759
Bagan e la sua meravigliosa spianata di templi al tramonto

Probabilmente la prima immagine che viene in mente pensando al Myanmar è la celebre piana dei templi di Bagan. E anche se la folla di turisti che sale sul tempio ancora accessibile per ammirare il tramonto lascia poco spazio alla meditazione, il panorama è talmente bello che la folla scompare, perché l’emozione della vista è così elevata da non lasciare spazio al fastidio per i propri simili.

img_20161122_214027
Il monte Popa, patria degli spiriti Nat.

E non c’è solo il buddismo, che viene da tutti considerato una filosofia e non una religione. Ci sono anche i Nat, qualcosa a metà tra i Lari, i martiri e divinità vendicative. I Nat sono spiriti temutissimi e molto venerati. Sono persone esistite realmente, morte di morte violenta e ingiusta, che offrono protezione secondo la credenza locale. E guai a insultarli: la vendetta, pare, è inesorabile.

img_20161123_232608
Contadini che mietono

 

img_20161123_233433
Una fabbrica di ombrelli a Pindaya, villaggio celebre per una labirintica grotta piena di statue di Buddha

 

img_20161124_082401
Una scuola in un paesino di campagna.

Nonostante le tante bellezze, una delle emozioni più grandi è stata la visita a due scuole. Nessun turista dovrebbe mai dare piccoli regali o peggio ancora denaro ai bambini perché questo li scoraggia dall’andare a scuola, dato che è più conveniente andare dove si trovano i turisti (in Birmania – almeno per ora – non sarete tormentati da poveri, bambini o mendicanti, come accade in India). Invece, con l’aiuto di una guida turistica per non disturbare l’andamento delle lezioni, è stato possibile andare in una scuola dopo aver comprato quaderni. Questi e una offerta per libri o altro, tutto lasciato rigorosamente alle maestre, è un modo di investire sul futuro di questa nazione.

img_20161124_191324
Un pescatore sul Lago Inle.

Se Bagan era almeno attesa, la sorpresa è stato il meraviglioso lago Inle, dove il popolo Intha vive su palafitte, coltiva orti artificiali galleggianti, si muove solo su lunghe barghe sottili che riesce a sospingere remando con un piede.

img_20161124_191759
Tramonto sul lago Inle.

Le barche a motore che trasportano i turisti fanno un rumore infernale e l’arrivo di fertilizzanti e pesticidi sta mettendo a rischio la qualità dell’acqua del lago. Sta arrivando però anche un po’ di consapevolezza del problema. Speriamo bene.

img_20161124_192606
Sul lago Inle si ricava una sorta di seta dai gambi del loto. La stoffa realizzata viene considerata benefica.

 

img_20161127_081937
Le donne con il collo lungo.

Una delle tante popolazioni del Myanmar è quella delle famose “donne dal collo lungo” (in realtà il peso degli anelli fa piuttosto abbassare le spalle e non è il collo ad allungarsi). I pesanti anelli che portano a partire dal collo (ma anche sulle gambe e sulle braccia) trasformano il corpo in modo tale che dopo anni non possono essere più tolti. Dopo scandali di sfruttamento di queste donne per mostrale ai turisti, ci hanno assicurato che queste, incontrate in un negozio di prodotti artigianali, sono pagate regolamente dal negozio e volontariamente mostrano la loro cultura ai turisti. (Sperando che sia vero)

img_20161127_082448

img_20161128_134646
Templi sulle colline di Inthein.
img_20161128_134926
Altri templi sulle colline di Inthein

Il luogo più soprendente, inaspettato e incantato è stato però un grande insieme di templi sulle colline di Inthein, vicino al lago Inle. I templi qui sono più simili a quelli di Angkor Wat. Si tratta di una zona archeologica, molti templi sono antichi e malridotti, altri (spesso pacchianamente) restaurati. Quasi nessun turista si aggira sotto il sole cocente e l’unico suono che si sente sono i campanellini mossi dal vento, sopra gli stupa.

img_20161129_203908
Monaci nel mercato Aung San, a Yangon
img_20161129_204513
Street food a Yangon

Il più celebre detto del Myanmar dice “se incontri qualcuno senza sorriso, regalagli il tuo”. C’è molto da imparare da questo popolo gentile.

img_20161118_222506
Un battello sull’Irrawaddy
Annunci

5 pensieri su “Intermezzo birmano

  1. Popolo gentile, buddismo filosofia di vita, peccato che da anni perseguitano una minoranza musulmana, quella dei Rohingya. Le violenze, deportazioni, i soprusi, durano da anni, ma solo ultimamente se ne parla nelle cronache europee. Sicuramente le culture da noi diverse e lontane hanno un loro fascino, ma io non riesco sinceramente a trovarne, ne’ in queste architetture, ne’ nei costumi. Invece ammiro il contegno decoroso delle donne che lavorano, di quei poveri che vivono sul lago e dei bambini a scuola, così composti, rispettosi… Come erano in Italia forse negli anni 50.
    Ma quella era l’italietta bigotta, ignorante e arretrata che nessuno rimpiange…

  2. Ecco il viaggio in Birmania di cui parlavamo a Berlino!
    Tu non sei più su fb (brava!), invece io non ho più il blogroll (colpa dello stupido blogger che mi ha cancellato tutti i link, e finora sono stata troppo pigra per rimetterli) e mi perdo un sacco di post delle amiche. Per farci una bella chiacchierata bisogna che torni a Berlino!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...