Cerco l’estate tutto l’anno

Sapete quando è estate e il solo nome del mese risveglia una gran voglia di abiti leggeri, di giornate senza pensieri, anche se fuori non fa proprio caldo? Due sono le possibilità: o partire per un paese più caldo o cercare un po’ d’Africa in giardino. Se non potete permettervi la prima opzione, o prendete un treno direzione Cottbus e andate nei tropici del Brandeburgo (se non temete l’effetto Truman Show) o vi chiudete in una sauna di vostro gradimento.

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Pioggia in arrivo

Molti italiani che vivono in nord Europa evitano le saune, perplessi dalla nudità obbligatoria. Ma in genere chi si sforza di provare capisce che vale decisamente la pena superare i propri tabu. E se proprio non volete togliervi il costume, almeno andate in qualche impianto termale brandeburghese come Bad Saarow, Bad Wilsnack, Bad Belzig, Neuruppin – tutti facilmente raggiungibili in treno da Berlino (e se non andate in sauna potete tenervi stretto il costume).

Se invece avete superato (o non avete mai avuto) il complesso del ma-come-tutti-nudi-uomini-e-donne-persino-bambini, regalatevi un pomeriggio risanante al caldo. Ci sono saune comunali, saune di quartiere, delle quali la più famosa resta quella di Neukölln, o impianti più elaborati come il celebre Liquidrom o Vabali.

Quest’ultimo è un villaggio balinese a due passi da Hauptbahnhof – ma è piuttosto diverso da Tropical Island, seppure, in un certo senso, hanno qualcosa in comune.

La verità è che Vabali non somiglia a Bali quanto piuttosto a un hotel di lusso a Bali. Il che fa una grande differenza. Ma è proprio questo voler creare un giocattolo per benestanti che in fondo lo distingue da Tropical Island. Da Vabali trovate perlopiù l’alta borghesia. L’ingresso è vietato ai minorenni, non perché si facciano cose vietate ai minori ma perché non si vogliono ragazzini e adolescenti urlanti. Vabali è probabilmente la sauna (o meglio il complesso di saune) più caro di Berlino. Ma nel biglietto d’ingresso è inclusa una cosa impagabile: il silenzio (che al Liquidrom inizia a scarseggiare per via dei troppi turisti che proprio non ce la fanno a stare zitti). Lo scoprirete appena passate la passerella che conduce al vero impianto. Da Vabali, a differenza del Liquidrom, è vietato usare il costume, anche nelle vasche. È richiesto tuttavia di indossare l’accappatoio per passeggiare o muoversi tra i vari ambienti.

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Arcobaleno da Alexanderplatz

Indubbiamente è un posto con la puzza sotto il naso. Ma dopo un giro di sauna, si sente solo il profumo delle essenze versate sulle pietre. E si smette di pensare “ma perché proprio Bali? Non potevano fare un impianto moderno con le stesse funzioni?”. Si finisce solo a pensare a quanto poco tempo resta, al biglietto giornaliero per la prossima volta con un bel libro da leggere; e, se si è generosi, a chi si potrebbe regalare un buono ingresso per il compleanno.

(No, non ci sono foto di Vabali perché ovviamente, come in ogni sauna, è vietato farle, per ovvi motivi).

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