La necessità di buona architettura

Il 27 agosto 1965 moriva Le Corbusier (per sapere di più della sua Unità d’abitazione berlinese, andate qui; per una intervista a Jean-Louis Cohen su Corbu, vi rimando qui) e la radio culturale tedesca oggi dedica la giornata a Le Corbusier, a cinquanta anni dalla sua morte e trovate in podcast (se capite il tedesco) una interessantissima intervista a Hans Kollhoff.

Racconta la sua nascita nella parte orientale della Germania, il passaggio prima a Berlino, nel quartiere Gesundbrunnen, poi in Baviera. Un immigrato protestante e “Ossi” in terra cattolica, che si impegna per emergere – come tanti emigranti dell’epoca, dice, svantaggiati di fatto ma determinati, tanto da finire spesso al Ginnasio – sfruttando la sua passione per il disegno.

Tramonto a Potsdamer Platz. Al centro l'elegante torre di Kollhoff
(Tramonto a Potsdamer Platz: al centro l’elegante torre di Kollhoff)

E poi la sua idea che l’architettura dovrebbe essere materia di insegnamento nelle scuole ma intesa come capacità di valutare e comprendere l’ambiente urbano, a partire da quello in cui si vive.

Parla di Alexanderplatz, l’unica vera piazza a Berlino, e del suo necessario sviluppo (suo un controverso piano per trasformarla in una Manhattan sulla Sprea con 10 grattacieli, da 20 anni in un cassetto del Senato e ormai irrealizzabile perché prevede l’abbattimento di palazzi della DDR ora sotto tutela – giusto a settembre se ne discuterà di nuovo).

E come nota finale, la giornalista gli fa notare che i suoi progetti sono molto costosi per via della scelta di materiali cari – sono lusso. La risposta potrà sembrare ipocrita così riassunta ma è giusta: è necessario spendere per fare buona architettura, non deve essere un lusso avere bei palazzi. Cita Prenzlauer Berg, quartiere operaio ma con bei palazzi (purtroppo, però, ormai in gran parte roba da ricchi).

Devono essere accessibili a tutti dei palazzi con buoni materiali e belli. Bisogna investire nella buona architettura.

Questa sì che è una bella sfida.

Ma nella futura torre di Gehry a Alex, unico grattacielo per ora in programma sulla piazza, ci saranno affitti accessibili? Dubito. C’è da sperare che lo restino almeno i Plattenbauten nei dintorni.

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