Il mio nome è BND (live and let build)

Il progetto per la nuova centrale del BND lo si deve a Jan Kleihues, figlio di Josef Paul Kleihues (allievo di Peter Poelzig e Hans Scharoun), l’artefice della dottrina della “ricostruzione critica” che ha profondamente segnato il volto di Berlino negli anni 80-90, in contrasto con quanto si era fatto nel dopoguerra (tra le sue numerose opere a Berlino è celebre il Kant-Dreieck, il grattacielo Vattenfall a Kantstraße e il rifacimento dell’attuale Galeria ad Alexanderplatz: a detta di un amico nato a Berlino est, il centro commerciale dentro prima era tristissimo, tuttavia ammetto che la vecchia facciata era più originale dell’attuale, che pure dialoga bene con gli edifici di Peter Behrens, Alexanderhaus e Berolinahaus).

vattenfallNel 1996 tra la collaborazione di Josef Paul e Jan è nato lo studio Kleihues+Kleihues.

Tra le opere di Kleihues il giovane, è celebre l’Hotel Concorde, con i tipici piani superiori rientranti (già idea – pure troppo – influente del padre) e gli spigoli smussati. Per il resto il solito edificio tutto uguale con tante finestre affiancate, esattamente come il nuovo edificio su Reinhardt Straße, come, appunto, la sede del BND e come, ahimé, decine e decine di nuovi edifici berlinesi (non ultimo il Grimm Zentrum o gli edifici della DB vicino Nordbahnhof, seppure opere di altri).

BND retroPossibile che l’idea della ricostruzione critica si sia ridotta a una riproposizione ammodernata statica e senza estro (a differenza, ad esempio, delle opere di Hans Kollhof) della facciata tipica della Mietkaserne? A me sembra, peraltro, che le Mietkasernen del passato con gli attuali restauri finiscano per essere comunque molto più belle, e che questi nuovi edifici in un tempo non troppo lontano saranno bollati come “i tipici scatoloni degli anni 10 (del 2000)”.

La BND-Zentrale, che con la sua pesante simmetria sembra piombata come un macigno sulla città, è quasi finita (tutto sarà completato nel 2016), è il secondo edificio più grande a Berlino (dopo l’ex aeroporto di Tempelhof) e presto vedrà anche una piccola parte aperta al pubblico, compreso un caffè e uno shop con gadget tipo quaderni da cucina o biancheria intima con scritto “top secret”.

Sul retro, intanto, il piccolo Pankepark è piacevolmente sistemato e incurante delle finte palme che dovrebbero ingentilire (?) la BND-Zentrale.

panke NorduferNei dintorni sorgono case come funghi, e il palazzo che promette di vivere con una vista ampia, toglie la vista al palazzo in costruzione giusto sull’altro lato della strada.

weitblickAlcune nuove case sono piuttosto brutte, ed esempio filari di casette a schiera con auto parcheggiata sotto, che sembrano uscite dal film “De Noorderlingen” (se non lo conoscete, recuperatelo).

schieraAltre più interessanti che cercano di destrutturare gli elementi architettonici del passato.

am pankepark1E davanti, sulla Chausseestraße, si ristruttura e costruisce (solo lusso, tanto per cambiare) e da prosecuzione grigia di Friedrichstraße, c’è da scommettere che ne verrà una nuova Ku’damm.

chausseeDa queste parti passava il muro, e come tutte le zone dell’ex confine le tracce del passato si confondono tra le nuove costruzioni, come cicatrici indelebili su una superficie tirata a lucido.

torre DDRLa ex torre di controllo del confine è ora la “Gedenkstätte Gunter Litfin”, ovvero il memoriale dedicato a Gunter Litfin, ucciso poco dopo la costruzione del Muro, il 24 agosto 1961 qui vicino, e a tutte le vittime del Muro.

La passeggiata lungo il Nordufer è sempre più curata e piacevole, mentre sull’altra sponda, alle spalle del museo Hamburger Bahnhof, si affaccendano i cantieri degli edifici che verranno. Speriamo bene.

 

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