Il D Day e Mont-de-Huisnes

70 anni fa il D Day, lo sbarco degli Alleati in Normandia che avrebbe dato il colpo definitivo al Nazifascismo in Europa. Per ricordare quel giorno voglio raccontare un luogo particolare: il cimitero di Mont-de-Huisnes, a due passi da Mont-Saint-Michel.

Resti dello sbarco a Arromanches
Resti dello sbarco a Arromanches

Accompagnavo un gruppo italiano nel classico giro “Parigi e i castelli della Loira”, un viaggio tranquillo, pieno di facili bellezze, tra l’altera bellezza parigina, comuni fioriti e maree suggestive. Il tour prevedeva anche la Bretagna e la Normandia, con Arromanches, sulle cui spiagge sono ancora ben visibili i resti delle geniali strutture che permisero lo sbarco dove un porto non c’era e la marea scandisce il tempo.

2Arromanches“Non potremmo visitare un cimitero di guerra?”. La normale richiesta di un extra. Ma le tappe del giro sono strette e non è facile. L’autista mi dice che l’unico aperto in quel momento è quello di Mont-de-Huisne, “quello tedesco”. È un giorno piovoso, come capita spesso lì, vedo la delusione sui volti del gruppo. Molti non scendono a vederlo.

Il cimitero tedesco di Mont-de-Huisne
Il cimitero tedesco di Mont-de-Huisne

Perché è il cimitero dei cattivi, noi volevamo quello dei buoni, degli alleati arrivati a salvarci. A me sembra un’esperienza anche più forte. A piangere gli eroi dello sbarco in Normandia siamo abituati, conosciamo i filmati e i film. Qui invece è diverso, perché davanti a queste pietre si capisce solo una cosa: che non è solo la dittatura che va rifiutata ma la guerra in sé, come sottolinea il Volksbund Deutsche Kriegsgräberfürsorge e.V., che cura il luogo.

2Non ci sono solo soldati – dei quali spaventa l’età, bassissima, dei ragazzini mandati al macello da Hitler nell’ultima fase della guerra – ma anche molti civili, spesso prigionieri di guerra tedeschi.

3Una tomba comune ricorda 46 bambini che non è stato possibile identificare. Altre storie sono note, come quella di Edmund Baton, di Lauterbach (Saar), evacuato con i suoi compagni di scuola per l’avanzata del fronte. Edmund aveva 14 anni e cercò di nascosto di tornare a casa, insieme a un amico. Riuscì a convincere i soldati americani a portarlo con sé per un tratto ma poi fu arrestato (da soldati francesi o dalla polizia militare americana) e morì di denutrizione in un campo di internamento.

4In altri casi è la storia tedesca del dopoguerra che si sovrappone alla storia del luogo. Tra i soldati sepolti c’è anche Günter Schlüter. Morì senza poter vedere il figlio che nasceva a Theeßen, tra Magdeburg e Brandenburg. E fino alla caduta del Muro e alla conseguente riunificazione tedesca, il figlio Wolfgang, cittadino della DDR, non poté visitare la tomba del padre.

Queste sono le follie che raccontano queste pietre.

E proprio per la loro posizione più scomoda, possono insegnare molto.

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4 pensieri su “Il D Day e Mont-de-Huisnes

  1. il tuo post induce a riflessioni profonde. il cimitero dei cattivi….non soldati, ma persone… felice di averti letto oggi. ciao

      1. È la superficialità della natura umana che mi stupisce. Compresa la mia, perché di fronte questo post ho scoperto che mi mancava un diverso punto di vista dei fatti. E così, ci sono arrivata, quanto meno avvicinata.

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