Il nastro verde

Nel bellissimo film del 2009 di Michael Haneke “das weiße Band” (“il nastro bianco”) si imparava a percepire il perturbante in un gruppo di ragazzini di un piccolo paese tedesco all’inizio del Novecento, ragazzini che crescendo sarebbero stati gli adulti che avrebbero aderito al Nazismo.

Di tutt’altro genere è “das Grüne Band” (“il nastro verde”): un progetto di una fascia di natura protetta dove un tempo correva il confine tra le due Germanie per quasi 1400 km tra Travemünde sul Baltico e il comune di Hof (Saale), dove un tempo si incrociavano tre stati (DDR, RDT e Cecoslovacchia).

Ma siccome lo stesso confine tra due stati c’era anche all’interno di Berlino, anche Berlino ha il suo nastro verde, lungo il Mauerweg, ovvero il percorso ciclabile che segue il vecchio cammino del muro.

Si tratta di un progetto ancora in via di realizzazione e perfezionamento, tuttavia è già interessante provare a seguirne il corso, per esempio tra il Mauerpark, a Prenzlauerberg, e Rosenthal.

Sostanzialmente basta salire sempre verso nord e anche se la segnaletica non è sempre chiara, si va avanti seguendo i cartelli che spiegano i vari tratti del nastro verde.

Dopo il Burgerpark di Pankow, attraversata la Provinzstraße, bisogna proseguire nel verde alle spalle di un discount Netto.

Tra Klemkestraße e Kopenhagener Straße (quella di Pankow, non di Prenzlauerberg!) è possibile passare dentro un piccolo bosco, in alternativa alla ciclabile asfaltata che lo costeggia (non saprei dire se il fondo sia migliore tra gli alberi o all’esterno: in ogni caso una MTB è raccomandabile). La prima impressione potrebbe essere sinistra, tuttavia all’interno non incontrerete lupi e ombre minacciose ma signore con cagnolini al seguito e qualche papà col passeggino.

Oltrepassata Kopenhagener Straße il fondo diventa migliore. Dopo aver incrociato Heinz-Brandt-Straße la strada piega verso est, seguendo il corso del Nordgraben, un piccolo canale che collega la Panke con il Tegelersee, realizzato tra il 1927 e il 1938.

A sinistra cominciano i grandi palazzi residenziali del Märkisches Viertel, il primo grande quartiere satellite di nuova costruzione (Neubausiedlung) nell’allora Berlino Ovest, costruito negli anni Sessanta-Settanta, e la zona è ben curata.

I bambini, intanto, giocano sotto i palazzi del quartiere e decisamente non hanno nulla in comune con quelli di Haneke.

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