Uli Hoeneß e come dovrebbe essere

Le prime pagine dei giornali tedeschi sono da giorni occupate con il processo contro Uli Hoeneß, ex giocatore, manager e fino a oggi presidente del F.C. Bayern di Monaco, squadra di calcio molto celebre anche in Italia.

Uli Hoeneß è stato processato per evasione fiscale (circa 28,5 milioni di euro). L’artefice del successo del Bayern, aveva un conto in Svizzera del quale di serviva per speculare in borsa. Scoperto dal giornale Stern, si è autodenunciato (per una cifra inferiore all’attuale) ma lo stato tedesco ha voluto vederci chiaro ed è partito il processo.

Senza con ciò voler perdonare l’errore di Hoeneß, pare che alla base del problema ci sia anche la complessità del sistema fiscale tedesco per chi fa speculazione finanziaria – ma è anche vero che se non si è capaci di tener testa alle leggi connesse, si dovrebbe evitare di speculare, come sottolinea la Zeit.

Il verdetto è stato 3 anni e 6 mesi di carcere (avevano chiesto 5 anni e mezzo). Hoeneß ha accettato di andare in carcere, ha detto di rinunciare alla revisione del processo e si è dimesso dalla sua carica di presidente.

Muenchen

I politici, dalla cancelliera all’SPD, hanno apprezzato la decisione di Hoeneß, che accettando il carcere e la pena ha riguadagnato quel rispetto che era necessariamente venuto meno.

Con una condotta adeguata e se si esclude il rischio di fuga, potrebbe evitare il carcere. Tuttavia non eviterà di saldare il debito: calcolando l’interesse annuo del sei per cento che si aggiunge alla somma evasa, pagherà circa 50 milioni di euro – ma la somma potrebbe arrivare a 70 milioni di euro con interessi all’11%.

Il processo ha assunto subito una tinta di esemplarità contro l’evasione (pare che a seguito della vicenda, dall’inizio del 2013 si siano moltiplicate le auto-denunce di evasori che temono di fare la stessa fine).

Hoeneß ha definito l’evasione fiscale l’errore della sua vita.

Nessuno si sogna di attaccare i giudici che lo processano né si parla di “persecuzione”, come sospetto sarebbe immediatamente successo in Italia.

Questo per dire che sì, gli evasori fiscali ci sono anche qui ma la percezione sociale della cosa mi pare nettamente diversa.

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8 pensieri su “Uli Hoeneß e come dovrebbe essere

  1. ahahahahaha ti adoro!!! La barzelletta italiana sulla questione tasse non ha fine. Figurati che io mi son visto recapitare un mancato pagamento per un f24 di 8 anni fa per un ammontare di 5 euro (costa di più la raccomandata con la quale mi hanno informato) e poi vede gente come Valentino Rossi, Dolce & Gabbana e tanti altri che evadono miliardi, patteggiano e pagano briciole e son sempre lì sornioni a fare soldi e fare i testimonial in tv. Una cosa vergognosa

  2. Evadere o eludere le tasse? perché la prima é moralmente sbagliata, la seconda pure, ma l’elusione non é reato (é solo che le leggi son troppo stupide e anche uno stupido riesce a gabbarle).
    Se il buon Uli avesse avuto un conto in Lussemburgo (Unione Europea), sarebbe stato perfettamente legale che pagasse (molte meno) tasse lá.
    Il solito esempio di ricco scemo (e ai tedeschi piace metterli alla berlina … Boris Becker? ).
    Con questo non voglio certo approvare questo comportamento, anzi, solo far notare come i tedeschi siano bravi a far filtrare le notizie sulle singole pecore nere … e a far tacere quando la cosa potrebbe danneggiare davvero “loro” o la reputazione delle loro grandi banche.
    Ad esempio queste storie:
    http://rwer.wordpress.com/2013/03/23/deutsche-bank-fifty-shades-of-fraud/
    http://uk.reuters.com/article/2013/12/03/uk-commerzbank-probe-idUKBRE9B20SB20131203
    (L’ultima tra l’altro é miliardaria, mille volte quella di Uli e riguarda anche Generali, nessuna speranza di trovarla sui quotidiani e quindi nell’indignazione degli italiani …)

  3. Esattamente quello che ho detto oggi a casa commentando la notizia: non è nemmeno il fatto che ci sia stata una condanna a fare la differenza, quanto la palese vergogna di Hoeneß. Lì si vede proprio il gap culturale tra i nostri paesi.

  4. Ebbene sì, non è una favola ma direi che finisce proprio bene. Ci tengo a precisare che la questione non è “tedeschi buoni” vs. “italiani cattivi” (a parte il fatto che a spostarsi sul versante delle banche penso che ci sarebbe da vederne delle belle anche rispetto alle italiane). E non è solo una questione di indignazione da expat. Ci sarà pure un po’ di Schadenfreude nel riportare la vicenda di Hoeneß, anche se nessuno lo tratta come ricco scemo – non foss’altro perché siamo in ambito sportivo e si tratta di una persona amatissima che ha fatto grande la più importante squadra tedesca – ma se ho seguito la vicenda è proprio perché mi colpiva il tono con cui se ne parlava, tanto diverso da quello italiano, e sì, la vergogna di Hoeneß e il suo scegliere di andare il galera senza l’ombra di vittimismo. Forse ci passerà solo un anno ma starà in galera e ha ammesso il suo errore. Due righe sotto, stamani, appariva la notizia della volontà di Berlusconi di candidarsi alle elezioni europee. La differenza c’è, è forte ed è una differenza profondamente culturale.

  5. Beh, certamente il paragone con l’italia é impietoso, non volevo certo contrapporre italiani buoni tedeschi cattivi, per fortuna, almeno in maggioranza i tedeschi sono cattivi e gli italiani in larghissima maggiornaza cattivissimi (mi baso solo sull’esito delle elezioni, che 2/3 dei tedeschi hanno votato CDU e SPD e credo 9/10 degli italiani uno a scelta tra PD-PDL-M5S).
    Mi colpisce come questa vicenda abbia molto spazio e sia amplificata in un momento in cui la moralitá e l’incorrutibilitá dei tedeschi potrebbe essere messa in discussione:
    http://www.nytimes.com/2014/02/08/world/europe/so-many-bribes-a-greek-official-cant-recall-all.html?smid=tw-share&_r=1
    o in brasile é da un po’ che si indaga:
    http://www.bbc.co.uk/portuguese/noticias/2013/08/130812_siemens_escandalo_dg.shtml
    e tutto questo quando, o meglio, dopo, la stessa Siemens sia giá stata condannata per varie tangenti … sono contento che Hoeneß abbia accettato le sue colpe, ma lo vedo piú come un contentino da dare al popolo e al “mondo”.
    Il commento “ragionevole” della Zeit mi sembra un tantino autoassolutorio … visto che uno dei tanti nomi condannati per evasione é Theo Sommer (de.wikipedia.org/wiki/Theo_Sommer … non mi pare proprio tipo da non saper badare alle leggi connesse, esattamente come il buon Hoeneß).
    Poi, non é che io voglia difendere l’italia, eh, ma la germania ha tantissime cose da criticare, meglio accorgersi di certe dinamiche prima che diventi un’altra italia. Ne basta una 🙂 !

  6. Spesso, la complessità del sistema fiscale (in Italia negli ultimi anni caos), è un formidabile aiuto anche all’evasione. Se comuqnue si parla di cifre come quelle citate nel pezzo, non c’è difficoltà che tenga, uno si deve affidare ad un professionista, cioè ad un commercialista (credo Uli lo avesse).

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