Altalene

Può capitare di passeggiare con un peso sull’anima e lo sguardo basso. E che i passi arrivino per caso al Mauer Park, in una giornata corta e grigia di vento umido. E improvvisamente si sente un cigolio. Lo sguardo lo segue: qualcuno va su una delle altalene messe in cima al terrapieno, dove un tempo correva il muro.

altalena Mauer

E già un po’ di peso è sgravato in quel libero ondeggiare davanti al panorama di un tramonto nascosto.

Non si poteva fare scelta migliore per quel posto. Perché poche cose come l’altalena possono dare un senso di gioiosa libertà, quella che può far venire il groppo in gola, come quando da bambini ci si elevava su, in alto, fendendo l’aria e guidando il movimento con le gambe.

Era bella anche l’altalena sul fiume al Bar 25, per chi la ricorda. È bella l’altalena che hanno fatto nel mio giardino, appesa a un ramo del grande albero che lo domina. Erano belle le altalene costruite in Nepal per una festa.

Nepal Altalena

Quel cigolio dice che la tristezza forse è come il punto in cui si prende la rincorsa indietro, guardando il terreno. E poi arriverà il momento di spiccare il volo in avanti, col cuore in gola.

Altalena nepal

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