Corbu a Berlino / 1

Tutti conoscono l’Unité d’Habitation di Le Corbusier a Marsiglia, progetto abitativo fortemente innovativo del grande architetto. Doveva ospitare gli sfollati dei quartieri distrutti e la sua concezione era talmente innovativa, che i detrattori arrivarono a sostenere che negli inquilini si sarebbero manifestate malattie mentali. Così l’edificio assunse il soprannome di “maison du fada” (casa del pazzo).

Non tutti ricordano che anche per Berlino Le Corbusier ha progettato una Unité d’Habitation, per l’esposizione internazionale d’architettura interbau del 1957.

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A differenza delle altre costruzioni dell’interbau, situate nello Hansa Viertel, per via delle dimensioni si dovette trovare un luogo alternativo e più adatto per l’edificio di Corbu. La scelta cadde infine per un terreno vicino allo stadio voluto da Hitler.

Lo stadio visto dal palazzo
Lo stadio visto dal palazzo

L’effettiva realizzazione dell’edificio è differente dal progetto originale, tanto che le Corbusier ne prese le distanze.

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Al piano terra del palazzo è possibile visitare una mostra con pannelli informativi sulla costruzione del palazzo e alcune testimonianze di berlinesi che andarono ad abitarci. E i racconti sono di soddisfazione. Una cosa che non fatico a credere: sebbene i corridoi (chiamati qui “strade”) con il susseguirsi di porte, possano dare l’idea di un alveare, il palazzo è circondato dal verde, ben mantenuto, armonico e allegro (soprattutto grazie agli inserti colorati dei terrazzi) – e le persone che vedo entrare e uscire mentre mi soffermo lì, sembrano ancora d’accordo con le testimonianze di apprezzamento del passato.

La "strada" 10
La “strada” 10

All’interno si trovano 557 abitazioni: 212 di piccolo taglio, 253 bilocali su due piani, 88 trilocali su due piani, 4 grandi abitazioni.

Presentando il progetto, a un giornalista che chiedeva se fossero previsti anche quadri e decori alle pareti, le Corbusier rispose: “il mio palazzo è scultura, il mio palazzo è pittura!”

Il palazzo visto dal fronte posteriore (est)
Il palazzo visto dal fronte posteriore (est)

Quando lavoravo come giornalista freelance – un lavoro che ho adorato e che mi ha portato anche ad aprire questo blog – mi capitava talvolta di discutere con la direttrice dell’agenzia. La discussione più seria fu per colpa di Le Corbusier: lei gli imputava la bruttezza delle periferie italiane. Per poco non mi licenziai (se non fosse che per un freelance questa minaccia vale pochissimo).

A far brutte le periferie non sono i palazzi grandi, ma i palazzi grandi o piccoli mal progettati, l’assenza di verde e piste ciclabili, il cattivo collegamento con i mezzi pubblici, la scarsa manutenzione delle costruzioni, l’impiego di materiali scadenti e così via.

Imputare a Le Corbusier certi orrori delle periferie (non ultime quelle italiane) è come imputare la costruzione di bombe molotov all’inventore della bottiglia.

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9 pensieri su “Corbu a Berlino / 1

  1. La colorazione delle logge la trovo stupenda. Ricordo di aver tentato invano di visitare qualche appartamento ma ho trovato unicamente un professore di mezza età proprio sul punto di uscire di casa e una vecchietta un pò burbera che non ne voleva sapere 🙂

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