Uwe Timm, Rosso

Ho preso in mano questo romanzo per caso, come sempre interessata a libri ambientati a Berlino, città che finisce sempre per essere anche un personaggio delle storie che vi si svolgono, dai tempi di Döblin.

Il libro in questione è “Rosso” (Rot), di Uwe Timm, pubblicato da Le Lettere nella collana Pannarrativa con la traduzione di Matteo Galli.

Poi ho scoperto che si trattava qui di una guida turistica che vuole far saltare in aria la Siegessäule, del racconto senza pruderie di una relazione tra un cinquantenne e una giovane donna, di un intellettuale, un filosofo che si deve reinventare e scopre che scrivere discorsi funebri può essere più facile che colmare il vuoto di noia di chi frequenta villaggi turistici, di un critico di jazz non cinico ma sincero – con quel tipo di sincerità con se stessi che si deve avere per poter scrivere un discorso funebre.

Dunque, dopo “Il libro bianco”, stavolta consiglio il rosso a chi sia interessato a una narrazione molto avvincente, intessuta come un discorso funebre scritto dall’autore per sé stesso.

IMG_8811siegesaule 2Quello che mi ha colpito non è solo lo stile narrativo, né solo qualche congruenza con la mia storia personale (anche se non scrivo discorsi funebri e non intendo far saltare in aria la Colonna della Vittoria).

Ciò che ho trovato particolarmente avvincente e che il tema portante di questo libro è la storia e la necessità di fare i conti con la storia: con la storia tedesca e il militarismo prussiano del quale la Siegessäule è il simbolo – con i cannoni presi ai nemici ricoperti d’oro e l’ultima fila di falsi cannoni, ancor più inquietante -, con la propria storia e i propri trascorsi politici, con la storia personale che divide le persone in generazioni differenti, con la storia che intessiamo nel tempo in cui abitiamo sulla terra. E tutte queste storie non fanno che intrecciarsi e sovrapporsi nella narrazione.

Perché la narrazione, onesta e senza fronzoli, è il primo e più importante modo di fare i conti con la storia e con tutte le storie.

Un libro che si legge tutto d’un fiato. Le premesse sono date nelle prime pagine ma non basta sapere come va a finire la vicenda, quello che interessa, da subito, è sapere come si è arrivati a quella fine, cosa c’è prima. Interessa, appunto, tutta la storia di Thomas Linde. E giunti alla fine è quasi inevitabile essere tentati di ripartire dall’inizio e leggere il libro una seconda volta – perché non è mai facile decifrare del tutto la storia.

IMG_8807Siegessaeule(Dopo la lettura del libro non potrete non vedere la Siegessäule senza ripensarci, andare a passare un pomeriggio allo Schleusenkrug, osservando le barche che scendono la chiusa, e probabilmente mettere in conto una visita allo Zoo.

Confesso di aver fatto a breve termine tutte e tre le cose).

La storia siamo noi, nessuno si senta offeso,
siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo.
La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso.
La storia siamo noi, siamo noi queste onde nel mare,
questo rumore che rompe il silenzio,
questo silenzio così duro da masticare.

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