La Lüneburger Heide / 4

E così l’escursione a Lüneburg termina con la scoperta della Lüneburger Heide, per sfatare i vecchi pregiudizi.

Lueneburger Heide 042casa

Non è chiaro come sia nata la brughiera di Luneburgo. La tradizione vuole che a tagliare gli alberi della regione vicino alla città siano stati i luneburghesi che necessitavano di molta legna da ardere per ottenere il loro prezioso sale. Ma c’è chi sostiene che il disboscamento sia iniziato già nell’età del bronzo.

Lueneburger Heide 031heideQuello che è certo, è come si presenta oggi la brughiera: campi di erica e piccole colline circondati di boschi e intervallati da piccolissimi paesi che mantengono ancora l’aspetto che avevano secoli fa.

Lueneburger Heide 066panorama1Tra essi, uno dei più famosi è Undeloh, ottimo punto di partenza per una passeggiata nella brughiera, seguendo uno dei molti percorsi possibili (e ben indicati).

Lueneburger Heide 027indicazioniMolte sono le possibilità di pernottare in stanze in affitto, verosimilmente anche senza prenotazione.

Lueneburger Heide 029Undeloh casaDal 15 luglio al 15 ottobre, il periodo di massimo afflusso turistico, c’è un servizio di bus gratuiti che, con tre linee circolari, collega le varie località della Lüneburger Heide. I bus hanno anche posto per le biciclette, per chi prevede una pedalata e deve accorciare qualche distanza (da Amburgo si può raggiungere facilmente Handeloh e da qui prendere il bus o proseguire in bici, sebbene le strade dentro la brughiera siano piuttosto scomode).

Lueneburger Heide 023handelohTra le belle case antiche con i tetti di paglia (Reet), che talvolta riportano ancora in decoro detti in basso tedesco, il tempo sembra essersi fermato all’epoca in cui i commercianti della Lega anseatica (Hansa) prevedevano la rendita dei raccolti dalla fonte che dà il nome al paese (il nome “Undeloh” è di origine longobarda-romana e significa “fonte vicino al querceto”), legata a un fenomeno naturale per il quale essa traboccava in tempi di siccità e si prosciugava durante la stagione delle piogge.

Lueneburger Heide 073Da Undeloh non bisogna mancare una passeggiata fino al Wilseder Berg, un’altura panoramica (169 m.) dalla quale, nei giorni sereni, pare che si vedano i campanili di Amburgo, a 40 km di distanza. Carl-Friedrich Gauß se ne servì per la misurazione del regno di Hannover.

Lueneburger Heide 052panoramaIn zona, a Wilsede, la caffetteria-ristorante del museo è un posto perfetto per una pausa culinaria.

Lueneburger Heide 045Ma non mancano anche piacevoli caffetterie per la pausa con caffè e torta.

Lueneburger Heide 099teestubePer chi invece non fosse in vena di passeggiate, è possibile avventurarsi alla scoperta della Heide a bordo di uno dei carri trainati da cavalli che offrono percorsi panoramici.

Lueneburger Heide 094KutschL’erica che copre la brughiera, colorandola di viola alla fine dell’estate, ha bisogno di sole e quindi si è impossessata dei terreni disboscati. Su di essa pascolano le pecore cornute, dette Heidschnucken, caratteristiche solo di questa zona, della quale sono assurte a simbolo.

Il nome Schnucke viene da schnucken o schnökern, che più o meno significa spizzicare, mangiucchiare.

Un'immagine di altri tempi - scattata nel 2013
Un’immagine di altri tempi (scattata nel 2013)

Passeggiare fuori dai sentieri non è raccomandabile, data la presenza di vipere (Kreuzotter).

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Più pacifica la presenza di fagiani e caprimulgi (uccelli che si muovono soprattutto di notte e emettono un particolare richiamo continuo).

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Il piatto tipico della zona, ovviamente, è l’agnello, declinato in vari modi (non ultima l’immancabile Wurst), e si trovano anche un paio di birre pils locali, la Heide Pils e la Lüpi, chiaro omaggio a Lüneburg.

Lueneburger Heide 093mieleAltro prodotto di qualità è il miele, come dimostrano vari banchi di venditori e ancor più numerosi alveari.

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Maggiori informazioni nel sito ufficiale del parco, che vanta il primato di essere il primo territorio naturale protetto (Naturschutzgebiet) istituito in Germania, grazie alle iniziative cittadine dell’inizio del 1900, e il primo parco naturale, fondato nel 1956.

(Quando arriva la stagione più fredda, comunque, la brughiera diviene effettivamente un luogo incantato dalla nebbia, come in un racconto di Theodor Storm).

Mi tornò in mente quel che un tempo avevo letto riguardo alle steppe del Basso Danubio, ancora abitate da antiche stirpi slave. Là, all’imbrunire, si leva dalla brughiera qualcosa che assomiglia a un filo candido, e che i locali chiamano ‘l’elfo bianco’. Esso vaga per i villaggi, si insinua nelle case e, quando scende la notte, si posa sulla bocca aperta dei dormienti; poi il filo, che all’inizio era sottile sottile, comincia a crescere e a gonfiarsi, finché non si trasforma in una figura pesante e deforme. La mattina dopo è scomparso tutto; ma il dormiente, che allora apre gli occhi, nella notte è diventato idiota, perché l’elfo bianco gli si è bevuta l’anima. E non la recupererà mai più, perché costui se l’è portata via, laggiù nella brughiera, nelle umide forre, tra paludi e torba.

L’elfo bianco non abitava questi luoghi; però, i vapori della palude prendevano anche qui la forma di altri esseri, non meno perturbanti di lui; e certe persone, specie gli abitanti più anziani dei villaggi, sostenevano di solere incontrarli di notte, nella penombra.”

(T. Storm, Draußen im HeidedorfLaggiù nel villaggio di brughiera traduzione di Laura Bocci per Garzanti)

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7 pensieri su “La Lüneburger Heide / 4

  1. Belli i campi di erica! Io ce l’ho in vaso, a veri e propri prati non avevo mai pensato, anche se pure la nebbia ha il suo fascino. E così chiudi il ciclo Lüneburg (è chiuso? aspetto il quinto post?), sfaldando un pregiudizio che era un po’ di tutti noi miseri mediterranei, suppongo.. e alimentando ancor più la curiosità!

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