Nordsee / Spiekeroog

Certi posti li si può amare così tanto da volerli tenere nascosti, conservare come Geheimtipps, quasi gelosi di aver scoperto la bellezza. Ma la gelosia è sana solo quando mescola amore e rispetto, e non quando nasconde o tarpa. Così sono qui a condividere il mio stupore per una meraviglia inattesa.

So che molti lettori aspettano un resoconto sull’isola più famosa del Mare del Nord, Sylt. Ma io voglio cominciare con l’isola che più amo, la prima e la per me la più bella tra quelle che ho visitato: Spiekeroog.

Il traghetto per Spiekeroog
Il traghetto per Spiekeroog

A differenza di altre isole, più facilmente raggiungibili, Spiekeroog va conquistata. Il porto di partenza è Neuharlingersiel, un piccolo paese di poco più di 1000 abitanti, che già in sé merita una visita.

La statua con i marinai a Neuharlingersiel
La statua con i marinai a Neuharlingersiel

Seguendo il ritmo della marea, da qui ci si imbarca per Spiekeroog, rigorosamente senza auto al seguito.

Il porto di Neuharlingersiel
Il porto di Neuharlingersiel

Sull’isola, infatti, le automobili sono bandite e persino l’uso delle biciclette è molto limitato.

Spiekeroog va scoperta a piedi, godendo del silenzio.

Oppure si può salire su una piccola carrozza che corre sui binari tra le dune, trainata da un cavallo, verso il selvaggio ovest.

Non è chiaro da cosa venga il nome dell’isola: probabilmente significa Speicherinsel, isola-magazzino.

Spiekeroog, che ha meno di 800 abitanti, fa parte delle Ostfriesische Inseln, le isole delle Frisia dell’est (giacché la parte ovest si trova nei Paesi Bassi) che appartengono alla Bassa Sassonia.

Spiekeroog vista dal mare
Spiekeroog vista dal mare

L’aspetto dell’isola è incantevole: dune ricoperte di vegetazione, un piccolo centro abitato con case piccole (non aspettatevi grandi hotel o condomini: qui non esistono) e ben tenute, una meravigliosa spiaggia di sabbia bianchissima a nord, con i geniali Strandkörbe – comodissime poltrone di vimini perfette per ripararsi dal sole, dal vento o semplicemente per sedere a leggere un libro. Un piccolo tavolo permette di scrivere (o poggiare il bicchiere…), i “cassetti” sotto la seduta si aprono ad offrire un appoggio per le gambe. Lo schienale è regolabile e generalmente una piccola tenda permette di velare il sole all’occorrenza.

Strandkörbe chiusi sulla spiaggia
Strandkörbe chiusi sulla spiaggia

Passeggiando sulla duna lungo i camminamenti (è vietato andare oltre), è facile incontrare dei fagiani, tra gli alberi piegati dal vento.

fagiano

E in un punto panoramico in alto sulla duna si trova la statua di bronzo “De Utkieker”, di Hannes Helmke, dall’alto dei suoi 3 metri e mezzo, domina il punto panoramico sulla duna e guarda in direzione del mare.

De utkieker

L’instancabile gioco delle maree permette di passeggiare sul Watt, ovvero il fondale sabbioso che rimane scoperto con la bassa marea. Il Wattenmeer – un biotopo ricchissimo, popolato di molluschi, granchi e del celebre Wattenwurm, un verme che vive sotto la sabbia e di sabbia si nutre, filtrando le sostanze organiche (un po’ come i lombrichi nel normale terreno) – è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

spiekeroog 5Una passeggiata sulla sua superficie fangosa può sembrare una follia per chi alla parola mare abbina il Mediterraneo o i Carabi, eppure è un’esperienza molto interessante. Alcuni usano delle “scarpe” speciali ma il piacere è abbandonarsi a piedi nudi (anche se ammetto che le numerosissime conchiglie possono talvolta essere piuttosto dolorose). Piccoli fiumi scorrono sulla superficie. Qualche gambero rimane a secco, facile preda dei gabbiani e degli altri uccelli, come gli Austernfischer, dal caratteristico lungo becco e con un bel disegno sulle ali.

Spiekeroog duna

Si tratta degli speciali gamberi del Mare del Nord, i Nordseegarnelen, detti anche Granate. Vegono pescati con delle barche particolari e cotti già a bordo. Nei porti sulla costa è possibile comprarli ancora con il guscio e assaporarne il particolare sapore.

Altrimenti si trovano già sgusciati e leggermente trattati (con dei conservanti), nei semplici panini o in piatti raffinati di pesce.

Altra specialità della zona è il tè. I frisoni sono grandi bevitori di tè e sull’isola è possibile sperimentare in qualche bella sala da tè la cerimonia per lo Ostfriesischer Tee.

Il paese visto dalla duna
Il paese visto dalla duna

Si usa una miscela di tè nero molto forte e saporito, versato in una tazza sopra un cristallo di zucchero che subito inizia a scricchiolare a contatto con il tè caldo. Poi con uno speciale cucchiaino si fa scendere nel tè una piccola quantità di panna. Vietato mescolare. Mentre la panna si diffonde in una nuvola, il tè va sorbito senza girarlo (se volete fare l’esperienza a Berlino, consiglio di andare alla Tadschikische Teestube, dove è offerto in maniera impeccabile e il simpatico cameriere è disposto a dare spiegazioni ai neofiti).

Non è vietato, invece, abbinare al tè una bella fetta di torta, magari al Sanddorn, molto amato anche su quest’isola.

Spiekeroog 3

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