Pallas nel Mare del Nord

Tutti col fiato sospeso per la rotazione della Costa Concordia.

Qualche volta uso il disastro della nave per spiegare ai tedeschi da dove vengo, quando non capiscono cos’è la Maremma (quando lo spiego ricordando dell’incidente della nave, talvolta mi dicono “mi dispiace!”).

C’erano dei tedeschi a bordo e la vicenda è molto nota.

Anche qui si segue la diretta dell’operazione di rimozione.

Anche qui il cattivo comportamento del comandante Schettino è entrato nel senso comune. A Bad Saarow vidi un passante con la maglietta “Salga a bordo, cazzo” (nella prudente traduzione dello Spiegel suona: “Kehren Sie an Bord zurück, verdammt noch mal!”), più probabilmente souvenir di vacanze italiane che non italiano in vacanza.

Un banco di sabbia popolato da foche nel Mare del Nord
Un banco di sabbia popolato da foche nel Mare del Nord

Recentemente su un traghetto nel Mare del Nord, in navigazione nel mare piuttosto burrascoso, come capita spesso da queste parti, il comandante rassicurava i passeggeri che sarebbero stati distribuite presto le buste per il mal di mare e scherzava sul fatto che in caso di incidente dovevamo stare sicuri, anche lui sarebbe sceso per primo come il capitano italiano “ma solo per indicarvi la via più veloce verso i banchi di sabbia, si intende…”.

Poco dopo, invece, verso Amrum chiedeva se conoscevamo la sagoma di un’isola che appariva all’orizzonte. Ma come? Un’isola? Helgoland era troppo lontana da lì, dunque cos’era quell’isola? Pochi minuti per riflettere poi il misterio è chiarito: non si trattava di un’isola, bensì di una nave affondata, la “Pallas”.

La spiaggia di Amrum vista dal mare
La spiaggia di Amrum vista dal mare

Si tratta di una nave da carico con armatore italiano (e bandiera delle Bahamas), che il 26 ottobre 1998, verso mezzanotte, col mare in tempesta, prese fuoco a circa 15 miglia marine da Sylt, non distante dalla costa danese e poi continuò ad andare alla deriva per giorni, avvicinandosi pericolosamente a Amrum. Infine si incagliò e la sua sagoma continuò a fumare all’orizzonte.

Tutti i marinai furono tratti in salvo (tuttavia il cuoco della nave, filippino, morì di infarto) ma l’olio sversato in mare dalla nave alla deriva uccise circa 12.000 uccelli e dozzine di foche, prima di essere rimosso due settimane dopo, quando il tempo rese possibile le operazioni. La Pallas trasportava del legname ma il suo combustibile era comunque sufficiente a determinare un disastro ecologico. Amrum, con la sua famosissima spiaggia chilometrica di fine sabbia bianca, la sua meravigliosa natura, rischiò di vedere per sempre compromesso l’ambiente.

L’incidente suscitò un infuocato dibattito e ancora oggi viene citato come esempio negativo.

2013 Amrum Sand 337

Tempo fa un critico sostenne che l’Odissea poteva in realtà essere ambientata nei mari nordici e non nel Mediterraneo. Al momento, però, l’unica saggia Pallade presente lassù è una sagoma arrugginita che ammonisce ai rischi ambientali della navigazione – frutto di ben altra odissea.

 

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