Baltico/ 4: Hiddensee, la Danimarca e i maiali in volo

Una delle cose che più mi appassionano nella scoperta di nuovi posti in Germania, sono i suoni sempre diversi delle località. Se nel Brandeburgo solitamente si ha a che fare con radici slave, l’isola di Hiddensee, sul Mar Baltico, deve il suo nome a un re norvegese.

Questo spiega perché un pezzo di terraferma si trovi (apparentemente) nel nome la parola tedesca “See”, che, a seconda del genere femminile o maschile, può significare mare o lago ma non certo isola.

4 regata

Saxo Grammaticus (1140  – 1220 ca.) – l’autore che ispirò Shakespeare nella scoperta del “marcio” in Danimarca” – nella “Historia Danica” racconta le battaglie del re norvegese Hitthin, che nella saga nordica “Edda” viene chiamato con il nome “Hedin”.

1veliero

Su quest’isola si tenne una battaglia importante contro il re dello Jutland Högin, e l’isola venne ribattezzata “Insula Hithini”. L’espressione venne poi tradotta in danese “Hithinsoe” o “Hedins-oe” – giacché “oe” in danese significa isola – evidentemente poi corrotto in “Hiddensee”. Fino al 1880 sulle carte geografiche tedesche si legge ancora”Hiddensjö“ e nel 1929 veniva nominata ancora come “Hiddensöe“ nelle guide turistiche.

Non c’è dunque alcun “See” nell’isola, che correttamente va detta “Hiddens-ee”…

3 bandiere

È possibile raggiungere l’isola con una bella gita in barca da Stralsund, circondati da molte barche a vela che sfilano a pochissima distanza dal traghetto, sfruttando il corridoio di mare tenuto profondo e protetto dall’insabbiamento. L’impressione è quella di trovarsi nel mezzo di una regata.

2corridoio

Altrimenti la via più breve è imbarcarsi a Schaprode, sull’isola di Rügen.

A Hiddensee le automobili sono bandite, quindi il massimo che si può avere è un carro con i cavalli. Per questo ai porticcioli della tre principali cittadine (Neuendorf, Vitte e Kloster) troverete parcheggiati numerosissimo carretti porta valigie degli affittacamere.

26 carrihotel

Andando a piedi o in bici (purtroppo non è possibile affittare la bici in un posto e lasciarla in un altro, come succede con le bici della DB a Berlino) da Vitte a Kloster si ammira in panorama verso la laguna, passeggiando tra arbusti e piccoli fiori gialli che somigliano alla mimosa (sì: “Vitte”, si pronuncia “fitte” e significa più  o meno “porto per pescatori di aringhe”, un nome che vi parrà chiaro appena vedrete un menu).

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La spiaggia di sabbia è piuttosto stretta rispetto ad altre spiagge di dune dei mari nordici ma i numerosi presenti, quasi tutti nudisti (a est la FKK è diffusissima), sembrano apprezzarla comunque molto. Non mancano anche i tradizionali Strankörbe per ripararsi dal sole o dal vento – o semplicemente per starsene seduti a leggere.

Un uomo si dilettava a lanciare in aria due maiali gonfiabili che poi raccoglieva e gettava di nuovo in un moto perpetuo piuttosto incomprensibile (qualcuno sa spiegarmi di cosa si tratta?).

12 spiaggiaSull’isola è sepolto, per sua volontà con un abito francescano comprato in Italia, il premio nobel per la letteratura Gerhart Hauptmann (1862-1946), considerato uno dei maestri del naturalismo tedesco e della moderna drammaturgia europea (il personaggio Mynheer Peeperkorn de La Montagna incantata di Mann è in parte ispirato a Hauptmann).

Il suo amore per l’isola lo portò a passare a Kloster i mesi estivi in compagnia della famiglia dal 1926 al 1943, mentre a Berlino, a Schlüterstraße 78, a Charlottenburg, troverete la targa che ricorda i soggiorno berlinese del poeta, e a Lipsia, nel Museum der Bildenden Künste troverete un suo ritratto realizzato da Lovis Corinth.

16 hitthin

A Kloster si trovano dei negozi con specialità a base di Sanddorn e si può anche assaporarne qualcuna, per esempio da Hitthin, elegante hotel e ristorante davanti al porto, che offre irresistibili coppe di gelato. Altrimenti vale la pena assaggiare la birra dell’isola – non foss’altro perché la si può trovare solo qui.

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Da qui in una mezzora si può raggiungere il faro a Dornbusch, salendo giusto alla destra dell’hotel per poi seguire le indicazioni.

19 gita al faro

Il faro di Dornbusch è stato costruito nel 1887-1888 sulla collina alta poco più di 70 metri. Per pochi euro e molti gradini è possibile salire sulla sommità, ammirando all’interno anche qualche carta storica nella quale il nome dell’isola appare ancora “Hiddensoe”.

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Se il panorama ai piedi del faro è bellissimo, dall’altro dei suoi gradini è straordinario: non solo potrete vedere come è fatta la lampada ma lo sguardo passa da Rügen, con tutta l’area della laguna (Boddensee) fino alla Danimarca.

24 lampadina
Una delle isole che si possono vedere, infatti, è la danese Møn.

Il panorama dal faro di Dornbusch verso l’isola Møn, in Danimarca
Il panorama dal faro di Dornbusch verso l’isola Møn, in Danimarca
La Danimarca vista dal faro di Dornbusch
La Danimarca vista dal faro di Dornbusch

Quasi impossibile non struggersi di Fernweh ammirando i vascelli che passano più o meno lontano.

x 25 internofaro(Continua)

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5 pensieri su “Baltico/ 4: Hiddensee, la Danimarca e i maiali in volo

  1. Che posti magnifici! Quanto al maiale, a me sono subito venuti in mente i Pink Floyd, e il fatto che in inglese l’equivalente del nostro asino che vola è proprio un maiale. Su Wikipedia c’è una pagina sul Flying Pig 🙂

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