Baltico/2: Rügen e le bianche scogliere di Friedrich

Da Berlino dopo quasi 4 ore di Regio e qualche cambio, perfettamente calcolato dal sito della DB, si arriva alla stazione di Sassnitz per raggiungere il parco naturale Jasmund e le celebri scogliere ritratte da Friedrich, dal 2011 Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Sassnitz bh

Subito vicino alla stazione è possibile prendere il bus 20 (attenzione: l’azienda dei bus locali, la RPNV, non è collegata alla DB e lo Schönes Wochenende non vale, quindi bisogna comprare un biglietto dall’autista, che costa un paio d’euro) e raggiungere direttamente il centro informativo di Königsstuhl.

Tuttavia consiglio fortemente di optare per una bella escursione (o meglio: una Wanderung, come si direbbe più appropriatamente con un termine tedesco che non è possibile tradurre) nel parco.

sanddorn

Dopo una breve passeggiata in città, con un aspetto non troppo curato, alcuni palazzotti con un’aria vagamente nobile e antica, e l’inevitabile negozio di specialità a base di Sanddorn, tipiche del’isola (tornerò a parlarne), si arriva alle soglie del parco naturale Jasmund, caratterizzato dagli snelli alberi altissimi (pecci?) e dal terreno sabbioso e vario.

ingresso

Il modo migliore per raggiungere Königsstuhl è seguire lo Hochuferweg (9 km circa da percorrere in tre ore, mettendo in conto le numerosissime pause panoramiche e fotografiche che inevitabilmente farete), il sentiero che segue la costa fino a Königsstuhl.

Hochuferweg

La segnalazione da seguire è bianca-blu-bianca ma in ogni caso non sarà difficile intuire il percorso che costeggia le scogliere (Kreidefelsen).

Già dopo pochi passi si apre il primo panorama sul mare.

scorciomare

E presto anche il primo panorama sulle scogliere, ancora basse ma già incredibilmente suggestive.

kreide1

Il contrasto tra la bianchissima falesia di gesso (Kreide), gli alberi scuri e il blu del mare che lambisce i tronchi precipitati in basso, risveglia lo spirito romantico, lo Sturm und Drang e il sentimento immortale del sublime…

Kreide4

Il saliscendi del terreno, solcato da piccoli corsi d’acqua, è spesso facilitato da scale e ponticelli di legno, di ottima qualità.

scalini

A riprova del fatto che il percorso non è faticoso, basti sapere che vi si incontrano anche dei genitori che lo affrontano con i neonati nel marsupio.

indicazioni

D’altra parte, se c’è arrivata Caroline Bommer, la moglie di Friedrich, con il suo delizioso abito rosso, non dev’essere poi così complicato (anche se qualcuno avanza il sospetto che Caroline abbia utilizzato il bus 20…).

kreide2

A far scoprire Rügen a Friedrich, che era nato a Greifswald, sul Baltico, fu il teologo e poeta Ludwig Gotthard Kosegarten, pastore a Rügen e professore a Greifswald, celebre per le prediche sulle scogliere di Vitt, a Rügen, vicino Kap Arkona. Secondo Kosegarten attraverso l’esperienza della natura si può arrivare all’esperienza di Dio.

kreide3

Non è strano che Friedrich sia rimasto impressionato da questo luogo e ne abbia fatto numerosi schizzi che poi ha utilizzato per alcuni tra i suoi quadri più celebri. Ogni scorcio è una sospresa e con il mutare della luce si hanno immagini sempre diverse.

Non aspettatevi però di trovare il punto esatto dal quale si affacciano Friedrich, suo fratello e sua moglie: un po’ perché le numerose frane del terreno devono aver cambiato nel frattempo la conformazione esatta delle scogliere, un po’, e soprattutto, perché non si tratta di un dipinto dal vivo ma, appunto, della realizzazione posteriore sulla base di diversi schizzi.

omaggio a cdf

Lungo il percorso tutti gli affacci sul mare meritano una sosta, anche se il più celebre è sicuramente quello chiamato “Victoria-Sicht”. Guglielmo I di Prussia, in occasione della sua visita nel 1865, volle dedicare questo punto alla principessa Vittoria, sua nuora.

victoriasicht vista koenigsstuhl

Una piccola balaustra permette di sporgersi sulla falesia e ammirare al meglio la “Kleine Stubbenkammer”, la parete di gesso a sud di Königsstuhl (il nome “Stubbenkammer” viene da radice slava: Stopin che significa Stufe e kamen che sta per Fels, cioè un “piano di roccia”) e di provare il senso di vertigine.

vertigini

Poco oltre 400 gradini di legno permettono di scendere fino alla spiaggia e guardare la costa dal basso, nonché di fare una passeggiata lungo la battigia di sassi e mettere a mollo i piedi nel Baltico o rinfrescarsi con l’acqua dolce che sgorga dalla parete.

spiaggia

Risaliti dalla spiaggia si arriva infine a Königsstuhl, dove si trova il Centro del Parco nazionale, legato al WWF, e la Große Stubbenkammer, la parete rocciosa di 118 metri.

Koenigsstuhl1

L’ingresso costa 7,50 euro; all’interno troverete un cinema e un centro informativo che probabilmente piacerà soprattutto ai bambini, l’inevitabile shop e caffetteria, bagni, percorsi all’aperto (dove la fa da padrone un astuto corvo) sempre adatti ai più piccoli e una grande terrazza sul mare con vista sulla falesia più alta.

koenigsstuhl2

Decisamente i prezzo è troppo alto per chi intende affacciarsi solamente dalla terrazza ed è poco interessato al centro informativo. Quindi se avete il dubbio se entrare o no, posso dirvi che la vista da Victoria-Sicht non è molto inferiore.

koenigsstuhl3

Il motivo per cui il punto più alto delle scogliere si chiama “Trono del re” (Königsstuhl) è legato a una leggenda: chi riusciva ad arrampicarsi dalla spiaggia fino sopra i 118 metri, diventava re di questa zona (se fosse vero i sovrani locali avrebbero dovuto essere certamente più in forma dei notabili brandeburghesi ritratti da Cranach).

Da qui è possibile prendere il bus 20 per tornare alla stazione, ammirando alcune zone paludose dentro il bosco.

Se invece avete ancora tempo e forze a disposizione, potete proseguire la Wanderung per raggiungere lo Herthasee, un piccolo lago circolare nel parco che prende il nome dalla divinità germanica Nerthus (da cui Hertha), la madre terra.

alberi

Tacito nella Germania (De origine et situ Germanorum liber, cap. XL) parla di questa divinità che si spostava su un carro portando periodi di pace, finché, stanca di stare in mezzo ai mortali, veniva riaccompagnata dai sacerdoti dentro un bosco, su un’isola, presso un misterioso lago nel quale si immergeva con tutto il carro, aiutata da servi che finivano annegati, mantenendo il mistero sul suo aspetto.

Chissà che non si tratti proprio dello Herthasee.

(continua)

quadro

(p.s. le foto di questo post sono il primo risultato della meravigliosa nuova macchina fotografica regalatami dagli amici e dei primi goffi tentativi di “post-produzione”: ho ancora molto da imparare…).

cdf heute
Caspar?

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14 pensieri su “Baltico/2: Rügen e le bianche scogliere di Friedrich

    1. Arriverà anche Frau Merkel nel resoconto, più avanti…
      (ma c’è la par condicio pure qui? dovrò parlare anche di Steinbrück perché siamo in campagna elettorale?)

    1. Anche se io sono germanofila (o crucca, come dicono alcuni) devo ammettere che il clima è un po’ diverso: qui d’inverno il mare ghiaccia… Però sulla bellezza non ci sono dubbi! 😉

  1. Luoghi meravigliosi, foto e commenti bellissimi pure per chi come me non conosceva il citato Friedrick. Amo i luoghi caldi si sa…mai vivrei in Germania (…e fu così che mi trasferirono in Lapponia) ma il mare è superiore, in qualunque parte del mondo è il mare ad essere sempre superiore e a dare ad ogni sguardo il suo perchè. Almeno così la penso io.

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