I pilastri della pubblicità

C’era un tempo in cui anche a Berlino i manifesti erano selvaggiamente appesi sui muri: due secoli fa (se qualcuno crede che io stia sottolineando un ritardo culturale in altri Stati, non sbaglia)*.

Poi Ernst Litfaß, ispirato da altre città europee, trovò la soluzione al problema: colonne sulle quali appendere i manifesti.

Nel 1854 ottenne il permesso per mettere in pratica la propria idea e il 15 Aprile 1855 posò la prima delle 150 “Annoncier-Säulen”, “colonne degli annunci”, sulla Münzstrasse, vicino Alexanderplatz, dove oggi è posto un monumento commemorativo, voluto dagli eredi dell’azienda fondata da Litfaß, il “re della reclame” (gli è stata dedicata anche una piazza, nella zona di recente costruzione vicino Hackescher Markt).

La Litfaßsäule commemorativa a Münzstraße
La Litfaßsäule commemorativa a Münzstraße

Grazie al “re della reclame”, annunci di concerti, teatri, spettacoli circensi, manifesti politici, trovavano finalmente il loro posto: sulla Litfaßsäule.

Con il monopolio per la posizione delle colonne, Litfaß divenne ricco. Con le sue colonne, la città divenne più ordinata.

Dettaglio del monumento commemorativo
Dettaglio del monumento commemorativo

Con la guerra del 1870-71 le colonne portarono i dispacci di guerra, poi se ne usò anche l’interno: per il commutatore telefonico, per depositare le scope per la pulizia delle strade, per un pissoir, e così via.

Oggi ci sono più di 50.000 colonne in Germania, la maggior parte delle quali serve per la pubblicità di eventi culturali.

Si possono vedere anche a Vienna, dove fungono anche da uscita di sicurezza dai canali sotterranei (ricordate “Il terzo uomo”?), o Parigi, dove prendono il nome di “Colonnes Morris” da Gabriel Morris, che ottenne la concessione per la pubblicità nel 1868.

La versione più moderna può essere coperta di plexiglas, rotante e illuminata. Anche se senza troppa tecnologia il modo migliore per attirare l’attenzione è “mascherare” la colonna, come in questi due esempi:

“Colonna Biberon”  per una pubblicità del car-sharing a Berlino. Per chi finalmente vuole essere adulto e smettere di chiedere la macchina a mamma e papà
“Colonna Biberon” per una pubblicità del car-sharing a Berlino. Per chi finalmente vuole essere adulto e smettere di chiedere la macchina a mamma e papà
Colonna-minion, per la pubblicità di un celebre cartone animato (in Italia “Cattivissimo me”)
Colonna-minion, per la pubblicità di un celebre cartone animato (in Italia “Cattivissimo me”)

 

-nota-

* Il riferimento va innanzitutto agli osceni manifesti abusivi romani (soprattutto manifesti elettorali: non dimenticherò mai la faccia del tizio che imbrattò abusivamente tutti i muri del mio quartiere per poi essere eletto al “decoro urbano” nella mia disastrata circoscrizione) e agli orrendi mega-cartelloni dell’era Aledanno.

 

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3 pensieri su “I pilastri della pubblicità

  1. Il biberon per il car-sharing è bellissimo! Non avevo mai pensato alle colonne come salvatrici del decoro dei palazzi, in effetti sui muri non ci sono manifesti (qualche volantino sui pali, forse..)

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