La Altstadt di Dresda /2

Lo Zwinger ha un volto molto “italiano”, con putti, telamoni, satiri e ninfei con il fresco suono delle acque. Il tempo è scandito dal dolce suono del Glockenspiel e passeggiare sulle terrazze guardando in giù, nel giardino ben disegnato, dà l’impressione che nel mondo possa regnare l’armonia.

 

Telamoni
Satiri
E dolci acque…

Che sia opera di mani italiane lo testimonia anche in vicino “Italienisches Dörfchen” il palazzetto che prende il nome dalle casupole degli artigiani italiani, che un tempo si trovavano al suo posto.

Lo italienisches Dörfchen
Lo italienisches Dörfchen

Ma un preziosissimo pezzo di Italia si trova all’interno del palazzo, nella Gemäldegalerie Alte Meister, un museo assolutamente imperdibile. Tra i capolavori italiani presenti, oltre alla celebre Madonna Sistina di Raffaello, la Venere dormiente di Giorgione e Tiziano, la Madonna con Bambino e S. Giovannino di Botticelli, la Madonna con la rosa di Parmigianino, S. Sebastiano di Antonello da Messina, ma anche un interessante Lot e le figlie di Luca Giordano, e ancora Mantegna, Correggio, Tintoretto, Canaletto e Bernardo Bellotto.

Si trova poi la pittura olandese, spagnola e fiamminga del XVII e XVIII secolo e pittori tedeschi fino al 1800. Cranach il Vecchio, Johannes Vermeer, Peter Paul Rubens, Jacob Jordaens, Jan van Eyck, Rembrandt, Albrecht Dürer, Hans Holbein il Giovane, El Greco e Murillo, Velazquez e Ribera.

Le sale, in sequenza perfettamente organizzata, si susseguono cariche di tesori, affollati sulle pareti e tutti con cornici dorate dello stesso stile. Una parata opulenta e incredibile.

La sede della Porzellansammlung
La sede della Porzellansammlung

Compresi nel biglietto d’ingresso meritano una visita anche la Porzellansammlung – omaggio alla gloriosa produzione della vicina Meissen – e il Mathematisch-physikalischer Salon, dove ammirare le meraviglie tecniche e gli strumenti di misurazione del passato, con alcuni bizzarri automi, tra i quali un orso che batte le ore con un tamburo e il “Verkehrte Welt” di Hans Schlottheim del 1590, nel quale tutte le figure danzano attorno a una scimmia posta al centro – quasi una metafora del mondo dominato dagli orologi…).

Il Mathematisch-physikalischer Salon
Il Mathematisch-physikalischer Salon

Per proseguire oltre nella storia dell’arte, da non perdere anche una visita al museo Albertinum.

(il viaggio a Dresda continua qui verso la Neustadt)

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3 pensieri su “La Altstadt di Dresda /2

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