Gertrud Arndt al bauhaus archiv

Il museo dell’archivio bauhaus è un posto che di per sé mette gioia, così come tutte le creazioni del bauhaus.

Inevitabilmente mi trovo a pensare che deve essere stato bello conoscerne dal vivo i rappresentanti. Non ultima Gertrud Arndt, alla quale è dedicata l’attuale mostra temporanea che affianca la collezione permanente.

La mostra è parte di una serie dedicata alla riscoperta delle protagoniste femminili del bauhaus. Tra le tante forti innovazioni che portò Gropius, c’era infatti il proposito di una assoluta parità tra gli studenti, a prescindere dal sesso o dalla religione. Una parità che fuori, nella società, era ancora lontana da venire, e difficilmente poteva essere realizzata.

Gertrud Arndt, Selbstportrait im Atelier, Bauhaus Dessau, 1926 (dettaglio); dal sito del bauhaus archiv
Gertrud Arndt, Selbstportrait im Atelier, Bauhaus Dessau, 1926 (dettaglio); dal sito del bauhaus archiv

Gertrud Hantschk era nata nel 1903 a Ratibor (oggi Racibórz, in Polonia), si era spostata poi a Erfurt per un praticantato in architettura e infine, nel 1923 grazie a una borsa di studio si iscrisse alla scuola del bauhaus. Dopo i corsi preliminari, non avendo a disposizione un corso di architettura, si iscrisse la corso di tessitura.

Da qui viene il titolo della mostra “Eigentlich wollte ich ja Architektin werden…” (“In realtà volevo diventare architetto…”).

Nei tre anni di corso di tessitura, Gertrud ideò e realizzò coperte, stoffe, arazzi e tappeti (suo era il tappeto che Gropius teneva nel proprio studio, è che è andato distrutto insieme alla casa di Gropius) con linee e colori perfetti, eleganti e, come sempre, incredibilmente moderni.

Dopo la conclusione degli studi nel 1927, tuttavia, non si occupò più di tessitura ma di fotografia, realizzando soprattutto autoritratti, molti dei quali in maschera.

Lo stesso anno della promozione sposò il collega di studi Alfred Arndt, grafico e architetto. I due si trasferirono quindi a Probstzella, in Turingia, con una breve pausa di nuovo a Dessau tra il 29 e il 32, e dal 1948 a Darmstadt, dove Gertrud è morta nel 2000.

Nel filmato presente in un angolo dell’esposizione, Gertrud Arndt racconta di quanto trovassero brutta Dessau, dove il bauhaus si trasferì, a causa dell’ascesa della destra a Weimar, prima sede storica del movimento. “È ancora brutta, anche se ci siamo dati da fare tanto per  migliorarla”.

L’esposizione permanente e la mostra, che chiuderà il 22 aprile, come sempre, offrono una ventata di freschezza.

Ogni domenica è possibile seguire una visita guidata gratuita, che chi vuole può unire a un brunch nel caffé.

La bellezza forse non salverà il mondo ma sicuramente può renderlo un posto migliore per vivere.

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