Ancora una sforbiciata alla East side gallery?

Da qualche giorno a Berlino si parla molto della East Side Gallery, ovvero il celebre tratto di muro lungo la Sprea a Mühlenstraße dipinto da vari artisti, una delle mete predilette dai turisti a Berlino.

Il motivo di tanto clamore è che di nuovo pare che verrà asportato un tratto di muro. Questo è già successo in occasione della costruzione dell’orribile O2 World. Stavolta si tratta della ricostruzione della Brommybrücke, un ponte che dal 1907 e fino al 1945 – quando fu fatto saltare in aria dai Nazisti per impedire l’avanzata dell’Armata Rossa – univa le due sponde della Sprea tra Schillingbrücke e Oberbaumbrücke, e che dovrrebbe essere destinato a pedoni e ciclisti.

In fondo è vero che da queste parti si sente la mancanza di un ponte, anche quando si ignori la storia della Brommybrücke, tanto più che i due quartieri di Kreuzberg e Friedrichshain sono ormai un’unica circoscrizione.

Inoltre, si dice, il parco dietro il muro non ha buone vie di fuga e una nuova interruzione della linea di cemento sarebbe opportuna.

Tuttavia, terzo e non ultimo, il motivo più plausibile sembra la realizzazione qui di un condomino di lusso per opera e progetto dello studio Living Bauhaus. http://livingbauhaus-berlin.de/

Si tratterebbe di un palazzo molto alto, con appartamenti di lusso.

E qui viene da storcere il naso: come al solito tutto viene dopo e tutto è funzionale al guadagno.

Niente di nuovo sotto al sole.

Il comune e il senato di Berlino non possono molto, perché la galleria a cielo aperto è stata comprata ed è privata.

La cosa però che più mi ha stupito della vicenda è che stamani alla radio intervistavano le persone sull’argomento: i turisti erano un fronte compatto di indignazione e stupore. I berlinesi, invece, non sembravano così colpiti e affermavano che ormai la città è unificata e non hanno bisogno del muro, che negli occhi dei berlinesi e dei turisti assume due immagini ben diverse.Non mi aspettavo una risposta del genere eppure la trovo perfettamente comprensibile. Così io, che sono assolutamente favorevole al mantenimento della memoria del muro, e che tuttavia credo che la memoria del muro sia più a Bernauer Straße che non alla East Side Gallery, ho rivisto la mia opinione.

Se non è solo a motivo dell’ennesima cementificazione (e contemporanea gentrificazione) delle rive della Spree, allora si sposti pure qualche altro pannello della galleria, si ricostruisca il ponte (sempre meglio un ponte che l’inutilissimo castello) e si dia una via di fuga al parco.

Spero di non dover di nuovo cambiare opinione a cose fatte.

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5 pensieri su “Ancora una sforbiciata alla East side gallery?

  1. Anch’io sono d’accordo con il ponte e con l’eventuale rimozione per necessità di un altro tratto di muro sporcato dai turisti. Però sì, concordo, il palazzo di lusso fa schifo.

    1. @Silvia e Martino: Oggi c’è stata una grossa manifestazione che ha bloccato lo “smantellamento” parziale del muro. Non credo che il blocco potrà andare molto avanti anche se è già partita la raccolta di firme di rito. Quanto alla East Side Gallery mi trovo d’accordo con voi. Il guaio è che l’unico progetto concreto che si vede è proprio la costruzione dell’ennesimo megapalazzo lussuoso sulle sponde della Spree. Che poi magari non sarebbe brutto il palazzo, se non fosse costruito qui (di fatto volevo andarmi a vedere meglio il progetto ma il sito oggi non sembra funzionare).

  2. Una risposta altrettanto interessante l’ho avuta anch’io da un amico, berlinese, nato a Oranieburg e vissuto a Berlino est fino alla scuola media. Il tema era la cattiva conservazione dei murales; io non potevo credere che i Murales venissero ciclicamente coperti e rifatti. Lui non ne era al corrente ma la notizia non l’ha stupito più di tanto, ha fatto spallucce, -Il muro è già caduto una volta, no? Secondo me può cadere ancora-. Credo che quell’evento abbia dato alla città un senso dell’inevitabilità del cambiamento che a noi italiani per certi versi manca. Siamo più votati alla conservazione.

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