Realissimi giardini utopici

Tutti conoscono il Prinzessinnengarten a Berlino. Si tratta di un giardino sorto nel 2009 vicino Moritzplatz, laddove si trovava una superficie abbandonata di 6000 metri quadrati occupata da rifiuti.

Al momento per il Prinzessinnengarten è tempo di pausa invernale, fino ad aprile 2013, quando partirà la nuova stagione. La buona notizia, nel frattempo, è che il futuro del giardino, che sembrava tanto incerto, per ora è assicurato: a dicembre è stato deciso che la superficie per ora non sarà privatizzata e il giardino può continuare ad esistere.

Tuttavia, se parlo ora del Prinzessinnengarten non è solo per dare questa buona notizia, ma anche perché un’amica italo-londinese mi ha scritto per farmi conoscere un altro incanto contadino, ancora in una metropoli: i May Project Gardens a Londra.

Per raccontarlo non posso che usare le sue stesse parole: «come Alice nel paese delle meraviglie, incuriosita dal sito a da alcuni post su facebook, un pomeriggio sono andata a vedere di persona … sorpresa e meraviglia! mi sono ritrovata in un quartiere a sud di Londra, in un giardino privato trasformato in orto con piccola serra, accolta da tre personaggi sorridenti e pacifici che mi mostravano con orgoglio una serie di tecniche naturali di compostaggio (con lombrichi, senza, ecc) e mi offrivano del tè. Essendo inverno è tutto un po’ messo a riposo, ma si intuisce che per la primavera e l’estate si sta preparando una rigogliosa fioritura. Quel posto ha una bella energia positiva! Il piccolo stagno ha i colori e la poesia di un quadro Pre-Raphaelita, mi ha fatto pensare all’Ofelia che galleggia.

Al centro, un melo sorveglia tutto il giardino e fa da ombrello ad una piccola piattaforma di legno su cui c’era poggiata una vecchia valigia di legno (tutta polverosa, appena tirata fuori chissà da quale soffitta o magazzino). Questa visione mi ha quasi commossa… mentre il capo-giardiniere giamaicano mi diceva che lì fanno yoga a fine della giornata… io riconoscevo un palcoscenico ideale con tanto di valigia dell’attore, piena di racconti, storie, canti, attrezzi, memorie…
Già immagino pomeriggi e serate, messi lì a condividere il raccolto dell’orto e tante storie e musica».

A Roma intanto, con un clima più favorevole rispetto a Londra a Berlino, vanno avanti i Fermenti di terra.

La cultura contadina ha molto da insegnare e gli orti urbani in giro per l’Europa sono una preziosa risorsa per non perdere il vitale contatto con la natura, anche e soprattutto in città.

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2 pensieri su “Realissimi giardini utopici

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