Berlin. Ein Wintermärchen (sulle note di Paolo Conte)

Venerdì scorso finalmente c’era il sole a Berlino. Solo chi è stato troppi giorni senza vederlo sa apprezzarlo così tanto. E solo chi ha vissuto in una città molto fredda sa quanto sia meraviglioso vedere la neve e il ghiaccio che abbagliano riflettendo il sole.

Ne ho approfittato per andare in giro a documentare un po’ la bellezza dell’inverno. Non sono brava a fare le fotografie, però voglio che le immagini stavolta parlino al posto mio.

Sul ponte del Bode Museum c’era qualcuno che suonava e c’era un’aria molto parigina.

Mi è tornata in mente l’Île SaintLouis, uno dei luoghi che amavo di più a Parigi, con la vista sul retro di Notre Dame.

Inevitabilmente mi trovo a pensare che stavolta è Berlino che

accoglie i suoi artisti,

pittori, mimi, musicisti,

offrendo a tutti quel che beve

 e quel fiume suo pieno di neve

e la illusione di capire

con l’arte il vivere e il morire

La notte la luna quasi piena era tornata a illuminare la stanza, mentre sotto nel giardino bianco di neve la luce era forte. Il giorno successivo sarebbe stato ancora un meraviglioso giorno di sole e ghiaccio.

Heine Denkmal

(Dato che gli ho copiato il titolo, la foto dell’attuale disgelo tocca al suo monumento).

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9 pensieri su “Berlin. Ein Wintermärchen (sulle note di Paolo Conte)

  1. ahaha la prima foto l’ho fatta anche io (ieri) però io ero leggermente più a destra sul ponte, così da inquadrare più parco imbiancato e meno palazzo ingrigito (la gru rossa invece l’ho presa bene, perché per me è il simbolo di Berlino che si ricostruisce all’infinito)!
    Oggi invece ho borbottato contro la poltiglia, e anche contro di me che percorro i vialetti dentro al parco, anziché girarci attorno e posare le povere scarpe (coi piedi dentro) sull’asfalto… però sì, la bellezza del sole dopo tanto grigio, è inspiegabile e profonda.

    1. Concordo sulle gru! Sto accumulando foto anche delle gru, magari prima o poi dedicherò anche a loro una serie.
      Quanto alla poltiglia: ieri una macchina ha preso in pieno una pozza mentre aspettavo al semaforo pedonale. ti lascio immaginare le conseguenze…

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