La normalità che insegna la civiltà

Continuo ad essere convinta, come scrissi in un vecchio post, che alla civiltà si può educare.

Se in Italia circolano troppi pregiudizi, per esempio rispetto agli omosessuali, è perché questi pregiudizi li si nutre, invece di abbatterli. A differenza di quanto si cerca di fare in Germania.

E sono sempre più convinta della mia idea ora che leggo la lettera di una lettrice cattolica della rivista Internazionale, che confessa la sua gratitudine a Claudio Rossi Marcelli per averle permesso di superare le proprie “barriere preconcettuali” rispetto, ad esempio, all’adozione di figli da parte di coppie gay.

Claudio Rossi Marcelli, oltre a curare una rubrica su Internazionale, ha scritto anche un bel libro, interessante e divertente, del quale consiglio a tutti la lettura: Hello daddy! Storie di due uomini, due culle e una famiglia felice (edito da Mondadori). Anche leggendo questo libro si ha l’impressione che la società civile italiana sia pronta e che a mancare siano solo le leggi.

Da ottimista sono convinta che anche in Italia un giorno la “caccia alle streghe”, per usare le parole di Magnus Hirschfeld, sarà un lontano ricordo di un passato del quale vergognarsi. E poiché in Germania l’Illuminismo è iniziato grazie all’opera di un giurista, Thomasius, che si opponeva alla caccia alle streghe – quella reale, fuori dalle metafore – che da queste parti andava ancora molto forte nel 1600, mi chiedo quando avremo delle leggi “illuministe” in Italia.

E non si faccia l’errore di pensare che sia una questione secondaria, di fronte ai Problemi Del Paese. Come ricorda una frase di Einstein su un palazzo berlinese, “quando si tratta di libertà e giustizia non c’è differenza tra piccoli e grandi problemi”. E la strada della civiltà va imboccata da qualsiasi punto, possibilmente senza più tornare indietro.

Nel frattempo in Russia  da qualche giorno questo post sarebbe un reato e io sono sicura che, se è vero che, come dice un sondaggio, il 65% dei russi sarebbero d’accordo con la legge votata dalla Duma, questa cifra è il primo brutto risultato della legge e non un valido presupposto per votarla.

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2 pensieri su “La normalità che insegna la civiltà

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