Le voci di Gropiusstadt

Per valutare di persona l’aspetto di Gropiusstadt, dopo aver visitato la mostra per i 50 anni, ho deciso che tornerò qui nella bella stagione, quando il verde avrà ripreso il posto della neve attuale.

Al momento il modo migliore per valutare il contenuto dei pannelli della mostra dedicata ai 50 anni di questa città nella città, è parlare con chi vive nel quartiere, che ha 36.000 abitanti su 264 ettari, con un terzo della popolazione che ha più di 65 anni e 38,7% di abitanti originari di paesi stranieri.

Un palazzo a Gropiusstadt
Un palazzo a Gropiusstadt

Così una signora gentilissima e orgogliosa di parlare della sua Gropiusstadt, mi racconta che per lei il quartiere era migliore negli anni 70, quando era abitato da tantissime famiglie giovani, appena sposate, fiere di abitare in un quartiere moderno, ben servito dai mezzi pubblici e con una buona offerta di scuole e asili. Poi i figli di quelle famiglie sono cresciuti e hanno lasciato Gropiusstadt, e sono rimasti gli anziani e tanti stranieri .

“Ora il quartiere è molto cambiato”, dice la signora che tuttavia non ha perso l’orgoglio per il suo quartiere: “mi piace andare a passeggiare a Mitte, ovviamente, e ho amiche in altri quartieri, che però non sono così verdi come questo”.

Dopo aver salutato la signora mi fermo a vedere i filmati proiettati nella mostra: sono interviste a giovani del quartiere, gli stessi che passeggiano anche nel centro commerciale. Alcuni hanno creato un rap sul quartiere, che dicono di amare molto. E la cosa che più mi colpisce è che usano esattamente le stesse parole della signora gentile. “Abbiamo molti amici a Neukölln ma qui è più bello, è più verde, le nostre famiglie vivono tutte qui, e stiamo bene”. Ammettono che la vita non è facile come per chi è ricco ma si dicono fieri di ogni centesimo che guadagnano lavorando. Ognuno è originario di un paese diverso, dall’Afghanistan alla Turchia, passando per l’Italia, la Serbia e così via. Sono amici, vedono questa mescolanza come una ricchezza che non avrebbero mai potuto sognare nel loro paese d’origine e si sentono a casa in Germania, anzi, più precisamente si sentono cittadini fieri della loro Gropiusstadt.

Questa coincidenza di fierezza, tra la precedente generazione e la nuova, mi convince che al di là dei problemi di casta, la cura dei palazzi, il verde, i servizi e la creazione di strutture per la socializzazione, asili e scuole, possono fare veramente la differenza per un quartiere. A questi patti la civiltà può passare anche per la densità abitativa.

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