Imparare dalla Bassa Sassonia

Mentre in Italia è ripreso appieno il circo pre-elettorale, uno spettacolo sconfortante da qualsiasi latitudine lo si osservi, qui in Germania c’è stato un voto importante: quello per il Land della Bassa Sassonia (Niedersachsen), la regione che va dal Mare del Nord allo Harz, quarto nella repubblica per numero di abitanti.

Panorama in Bassa Sassonia
Panorama in Bassa Sassonia

Il risultato del voto è stato indeciso fino all’ultimo: il partito cristiano-democratico della Merkel, la CDU, è passato dal 42,5% (quando il candidato era Christian Wulff, noto anche per essere diventato in seguito presidente della repubblica e costretto a dimettersi per uno scandalo) al 36%.

Il partito social-democratico, la SPD, ha raggiunto il 32,6%, nonostante uno scarso appoggio dalla dirigenza del partito per il candidato Stephan Weil.

I Liberali (FDP) hanno avuto un grande successo raggiungendo il 9,9%, i Verdi (Die Grünen) si sono affermati con il 13,7%, mentre non ha raggiunto la soglia del 5%, necessaria per restare in parlamento, la Linke, che è passata dal 7% al 3,1%. Sotto la soglia del 5% anche l’effimero partito dei Pirati, che qualche anno fa sembrava la nuova forza politica capace di scuotere i vecchi assetti, con una vocazione blandamente anarchica ma sostanzialmente liberista, nata da giovani delusi dalla CDU.

Una scultura davanti alla sede della Bassa Sassonia a Berlino
Una scultura davanti alla sede della Bassa Sassonia a Berlino

Dal dopoguerra la SPD ha governato nella Bassa Sassonia fino al 1976, quando il potere passò alla CDU e il Presidente fu Ernst Albrecht, che sorprendentemente subentrò al candidato della SPD Alfred Kubel, ritiratosi per motivi di età, al quale sostanzialmente non si trovò un successore adeguato all’interno del partito.

Nel 1990 il Land tornò alla SPD, con Gerhard Schöder, futuro Cancelliere.

Questo fino al 2003, quando la CDU è tornata a vincere con Christian Wulff, sostituito da David Mc Allister nel 2010, quando Wulff, su indicazione della Merkel, venne candidato e risultò vincitore per le elezioni del presidente della Repubblica (come è noto Wulff dovette poi dimettersi per uno scandalo finanziario – una cosa da poco in confronto agli scandali che riguardano alcuni politici italiani).

Il nuovo governo del Land sarà dunque rosso-verde, con una maggioranza non fortissima che tuttavia aspira ad essere stabile. Tra i progetti comuni della coalizione c’è l’abolizione delle tasse universitarie, il sostegno alle scuole a tempo pieno e a quelle interconfessionali, la creazione di più posti negli asili nido (si calcola che manchino almeno 10.000 posti, tra asili e Tagesmutter), la soppressione di Gorleben dalla lista dei depositi nucleari (la città si trova giusto al confine con il Brandeburgo e non a caso, tra le fortissime proteste degli abitanti, si volle mettere qui un deposito di scorie nucleari nel 1981, a un passo dalla DDR) – in una regione che è al primo posto per l’uso dell’energia eolica (i campi producono qui l’equivalente di 5 centrali atomiche) e che progetta di coprire il 90% del fabbisogno energetico in maniera ecologica, di qui al 2020. Ci sono poi l’agricoltura e l’allevamento, fattori economici importantissimi nella regione: SDP e Verdi al potere promuoveranno un potenziamento dell’agricoltura biologica e la protezione degli animali negli allevamenti.

Pali eolici nelle campagne del Niedersachsen
Pali eolici nelle campagne del Niedersachsen

I risultati, ovviamente, non riguardano solo il Land: ciò su cui si ragiona è ora il futuro della politica nazionale, con il partito della Merkel sempre più debole e la conseguente previsione di un cambio di coalizione al potere.

E se si riflettesse concretamente anche un po’ in Italia sulle elezioni in Bassa Sassonia? La storia è maestra di vita: se in Italia non si riesce a imparare dalla propria storia passata, si potrebbe imparare almeno qualcosa dalla storia recentissima di altre realtà europee.

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3 pensieri su “Imparare dalla Bassa Sassonia

  1. mammagari!!!
    Qui sembra rivoluzionario il fatto che si pensi di escludere dalle liste elettorali i cd “impresentabili”; sentivo oggi al tg.
    Lo ha fatto il PD e ora ritengono sia utile farlo (utile ai fini elettoralistici, ovvio, non perchè sia cosa sacrosanta non candidare delinquenti) anche altri.
    E per impresentabili parliamo di gente che se non entra in Parlamento con le prossime elezioni godendo poi dell’immunità parlamentare, va dritta in carcere per i reati commessi!!!!!
    ma di che stiamo parlando?
    Lo spettacolo, tu lo scrivi, è davvero sconfortante.

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