L’immondizia cool

A breve distanza da un altro post sul tema torno a parlare di immondizia.

Per dire che vorrei che anche a Roma si parlasse rifiuti con lo stesso piglio che vedo a Berlino: cassonetti con battute umoristiche, pubblicità con gli spazzini che appaiono come personaggi cool, continue campagne di sensibilizzazione.

Altrimenti c’è poco da chiamare la monnezza immondizia e gli spazzini “operatori ecologici”.

Riporto solo alcuni esempi:

papiere

“I suoi documenti, prego!”, il cestino-poliziotto, basato sull’equivoco tra “carte” e “documenti” che in tedesco si dicono entrambi “Papiere”.

Heiße Ware

“Roba che brucia” Perché bruciando alcuni tipi di rifiuti si ottiene elettricità e calore per il riscaldamento.

Purtroppo non ho la foto di un altro manifesto con lo spot “Lola trennt”, che gioca sul titolo del film “Lola corre” (Lola rennt) e il verbo “trennen”, cioè “separare”.

Ma se siete curiosi sul sito dell’azienda che si occupa di rifiuti e della pulizia della città (BSR) ci sono anche film e cartoni animati, ed è possibile persino comprare dei poster.

Infine è da segnalare un omaggio all’Italia:

“Mülle” è immondizia: questo gioco di parole da italiani lo capite meglio dei tedeschi!

Grazie Muelle

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10 pensieri su “L’immondizia cool

  1. Purtroppo in Italia siamo anni luce da un cambiamento. Questo perchè bisognerebbe prima cambiare la testa agli italiani. Non basta fare una legge e lasciarla all’interpretazione di chiunque si voglia servire per i propri comodi (leggi: politica). Io mi autodenuncio e dico che mi rifiuto di “differenziare”. Perchè? : 1) In primo luogo, faccio quello che ho fatto da sempre: Cerco di consumare di meno: Bevo acqua dal rubinetto, non uso stoviglie di plastica, mi porto le borse di tela per fare la spesa, riciclo tutto il riciclabile, dai vestiti al cibo, curo i miei elettrodomestici come fossero gioielli, lottando contro “l’obsolescenza programmata”. Punto. Non sono una santa; ma uso il caro vecchio “buon senso” della casalinga!
    2)Se vogliono che io lavori per loro, devo avere in cambio qualcosa e non un aumento ogni anno sulle tasse dei rifiuti.
    Tornando all’Italia. Come si potrebbe riuscire? Prima di fare le leggi, bisognerebbe cominciare dal basso: Sensibilizzare le persone, e “formarle”; differenziare è qualcosa di complesso per chi non lo ha mai fatto, per le persone anziane, o per i giovani: Cosa faccio con la lattina di pomodoro? Devo prima togliere l’etichetta (carta; ma anche plastica!) Il tappo della bottiglia di latte, va separata dalla stessa? ecc ecc ecc…
    Per non parlare di storie allucinati: Nelle zone dove si fa la raccolta differenziata, ho sentito di vicini che fanno le ronde e denunciano la povera vecchietta della lattina di pomodoro di sopra, che si becca una multa di 400 euro, pari alla sua pensione. Come al solito, gli uni contro gli altri… la guerra dei poveri… Insomma, con molta amarezza, “L’Italia”…

  2. Che tristezza… (e dire che ho scritto il post, al quale pensavo da tempo, prima di leggere della giusta bocciatura del piano rifiuti del Lazio).
    Comunque sono d’accordo con te: la prima mossa necessaria è creare meno rifiuti e abbandonare la mentalità consumista che li produce in gran massa.

  3. Bellissimi! Quelli sui cestini della carta li avevo visti, li altri no, mi capita raramente di incrociare un camion della nettezza. In compenso ho scoperto che quel cassonetto piccolo, nel mio palazzo, è il BioGut che credevo di non avere, motivo in più per non capire perché la mia coinquilina non mi fa separare l’umido dal Restmüll!!
    Mi rifaccio togliendo il tappo di plastica dal cartone del latte 😉

    1. No, tranquillo, quello è un semplice cestino, con annesso posacenere! La battuta sulla “roba che brucia” è riferita al trattamento di alcuni rifiuti, in particolare dell’umido, che vengono usati per ottenere energia.

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