Bilanci, viaggi e uno sguardo oltre la nebbia

La fine dell’anno porta a riassumere i dodici mesi trascorsi, fare un bilancio e avanzare le speranze per l’anno nuovo.

Ricordare le cose brutte non serve. Io preferisco farmi stupire dalle cose belle capitate senza che me lo aspettassi, dalle svolte positive di sceneggiatura che sfuggono a ogni controllo.

Quindi mi chiedo solamente cosa c’è stato di bello nel mio 2012, e oltre alle persone che lo hanno arricchito, trovo per fortuna molte cose, tra le quali figurano, in ordine casuale, due libri pubblicati, questo blog, e ovviamente i viaggi, che inevitabilmente sono anche tra i desiderata dell’anno nuovo.

"Siete felici?" Una scritta apparsa tempo fa sulla banchina della U-Bahn
“Siete felici?” Una scritta apparsa tempo fa sulla banchina della U-Bahn

E a tal proposito mi torna in mente ancora una frase del libro di Kehlmann del quale ho parlato, stavolta non su Berlino ma sul viaggio.

Quando Humboldt prima di partire conosce Georg Forster, che aveva girato il mondo con Cook si legge:

“Forster era circondato da un alone di malinconia simile a una nebbia sottile. Disse di aver visto troppo. Di questo parla l’allegoria di Ulisse e le sirene. Non serve a niente farsi legare all’albero maestro. Anche chi torna indietro non si riprende mai dalla vicinanza dell’estraneo.” (Daniel Kehlmann, Die Vermessung der Welt, traduzione italiana di Paola Oliveri, Feltrinelli 2006, p. 25).

Ecco una bella descrizione del Fernweh: a nulla serve farsi legare all’albero maestro, una volta ascoltato il canto delle sirene non si può fare altro che continuare a rincorrerlo in giro per il mondo, cercando di diradare quella nebbia che, più che limitare la vista, costringe sempre a cercare di guardare oltre.

Per Natale ho ricevuto un regalo bellissimo: una borraccia di metallo, utile anche per far bollire l’acqua se ci si trova a secco di fonti sicure. Non so se farò viaggi così avventurosi o se me la porterò dietro solo nelle gite in bici nel Brandeburgo. In ogni caso la prendo come un buon auspicio, un supporto per la curiosità, che nutre il presente e lo spinge verso il futuro – senza paura di restare a secco.

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2 pensieri su “Bilanci, viaggi e uno sguardo oltre la nebbia

  1. il regalo che ho ricevuto io (apprezzatissimo….) di buon auspicio a futuri viaggi, è una bussola.
    Si viaggiare (lo cantava anche Lucio Battisti) in fondo anche semplicemente iniziare un nuovo anno è già un viaggio e come ogni viaggio solo in parte riusciamo da ora a programmarlo….se però si riesce a non perdere l’orientamento è già miolto. Io quest’anno ho la mia bussola…

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