Tanto di noi si può fare senza

Nel brevissimo passaggio italiano e romano sotto le feste cosa scopro?

Che nella ventosissima zona in cui sono nata finalmente sono apparse delle meravigliose pale eoliche che mi hanno riempito di orgoglio (e parliamo di una zona in cui all’orizzonte c’è una orribile centrale che doveva essere nucleare).

Che nell’eterna primavera di Roma il Natale mi fa la stessa impressione che mi ha sempre fatto vedere, nei film ambientati in California, gente che va a fare il bagno al mare mentre in hotel ci sono gli alberi di Natale e Santa Klaus.

Che la parità tra i sessi c’è eccome in Italia: ho sentito passare il solito odioso arrotino vicino casa, ma la voce che recitava la consueta nenia era femminile (o forse era un impiuminatore, chissà).

Che i locali di Roma nei quali bere una birra non sono gemütlich quanto i miei bar preferiti a Berlino, ma una birra serale in compagnia di un amico, comunque e dovunque può risollevare una giornata.

Che di Roma mi mancano alcuni scorci verso le montagne – che qualche volta con la coda dell’occhio mi sembra di vedere anche a Berlino, prima di scoprire che sono solo nuvole all’orizzonte nel piatto Brandeburgo – ma se il mio quartiere avesse ancora almeno un po’ del respiro che appare dai dipinti dell’Ottocento, quando era solo una landa collinosa dalla quale si vedeva bene il Soratte, lo amerei di più.

Che la metro B1 esiste e talvolta funziona pure, ma manca ancora molto alla realizzazione del sogno che ben hanno raffigurato quelli di tic edizioni, che producono un meraviglioso shopper con una ramificatissima metro che rispecchia la struttura della città eterna.

Che certe volte bisogna cambiare nazione, aprire un blog e poi passare da un quartiere al lato opposto della città per conoscere qualcuno che abita a cento metri da casa ed è una presenza amica, seppure virtuale, da anni.

Che alla fine, anche se in una giornata di sole e vento Roma può essere bella da fare male, per me è ora di ripartire.

Forse perché temo sempre di più che la bellezza non salverà il mondo – quanto piuttosto è il mondo a dover salvare la bellezza.

O forse perché il tempo passa anche sotto ai sofà.

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5 pensieri su “Tanto di noi si può fare senza

  1. Roma si può solo amare senza cercare di capire troppo perchè la si ama… Roma non è “l’uomo da sposare” e se decidi di passarci la vita come se lo fosse è chiaro che ne subirai tutte le frustrazioni del caso. Roma è più l’amante per la quale vivi una passione perchè la sua bellezza è oggettiva ma non sarà mai solo tua…Con Roma non si potrà mai avere un legame definito, specie se non sei nato in questa città ma ti può sempre emozionare quanto meno te lo aspetti: per una giornata di sole in un parco qualsiasi, per scorci di una bellezza commovente dalle rive del Tevere o nei vicoli del centro, per quanto riesce andare oltre il primo sguardo e ti aiuta a capire che puoi scappare da questa città, come da qualsiasi passione, quando vuoi ma ti resterà nel cuore per sempre…

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