Il Ballhaus Ost e il teatro non tedesco a Berlino

Ieri sera ho avuto la possibilità di vedere un interessantissimo spettacolo teatrale ceco a Berlino, presso il Ballhaus Ost di Pappelallee.

La sala in questione, che ospita performance, spettacoli di teatro e danza, di gruppi già affermati o ancora sconosciuti, è un posto straordinario, con quel tipico odore di legno e passione che hanno solo le sale di teatro indipendente.

Il palco era una sorta di tatami circondato da tavoli e sedie, occupate dal pubblico e dagli attori in scena. Si trattava di “Der Müll, die Stadt und der Tod” (I rifiuti, la città e la morte, pubblicato in italiano da Ubulibri nel 1992), scritto da Rainer Werner Fassbinder nel 1975, con la regia di Dušan David Pařízek. Un testo non facile, che suscitò un grande scandalo e provocò l’accusa di antisemitismo per Fassbinder, bloccando di fatto la presentazione del testo in Germania. (curiosamente è stato rappresentato prima a New York nel 1987, e persino a Tel Aviv nel 1999, prima che si potesse mettere in scena in Germania apertamente e senza interruzioni nel 2009 – sebbene già dal 1976 esistesse una versione cinematografica intitolata Schatten der Engel presentata a Cannes).

Dopo lo spettacolo, mentre sotto i tecnici riordinano la sala, al Ballhaus Ost ci si ferma a chiacchierare nell’accogliente piccolo bar al piano superiore del teatro, insieme agli attori e al regista (una piacevole abitudine che ho apprezzato per la prima volta al Théâtre National di Bruxelles).

Due amici cechi mi hanno così spiegato che si tratta di uno spettacolo del Kammertheater, un celebre ensemble che dal 2002 aveva sede presso il teatro Divadlo Komedie di Praga. Da luglio scorso questa compagnia – che è l’unica compagnia ceca di rilevanza europea, e ha vinto numerosi premi – ha smesso di funzionare, perché si è trovata priva di finanziamenti (mentre questa pièce, con gli stesi attori, quest’anno è diventata anche un film, con la regia di Jan Hřebejk).

Lo spettacolo di ieri sera (qui qualche foto di scena, di repertorio) era parte di un festival di arte e cultura ceca a Berlino.

E mentre stavo lì, nel bar in cui si sentiva parlare quasi solo ceco, ripensavo a quando ho visto Latella alla Volksbühne, grazie al festival del teatro italiano a Berlino.

Si trattava di Don Chisciotte, inscenato capovolgendo lo spazio tra pubblico e scena, con i tedeschi che faticavano a seguire i sovratitoli (come me ieri sera) ma erano comunque pieni di meraviglia. E anche in quella occasione dopo ci si poteva soffermare al caffé del teatro, dove Latella parlava con i presenti e spiegava che quella sarebbe stata l’ultima volta per il festival. Perché dietro la possibilità di portare a Berlino ogni anno lo spettacolo di alcune tra le migliori pièce teatrali italiane, c’era l’ETI. Che non esiste più, come è noto, grazie a scelte miopi e sciagurate, che affossano un paese che nell’arte avrebbe la sua risorsa più importante.

E non sto a raccontare della gioia che dava poter vedere un spettacolo in italiano, a chi, appassionato di teatro, per tutto l’anno si era sforzato di seguire gli spettacoli in città, così come ai tedeschi appassionati di teatro e accorsi lì, a faticare dietro i sovratitoli.

Annunci

Un pensiero su “Il Ballhaus Ost e il teatro non tedesco a Berlino

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...