La mutina

Avevo promesso a me stessa che avrei pubblicato un bel post ogni giorno fino al 24 dicembre: un sorta di Adventskalender sul blog. Poi arrivano impegni imprevisti e il tempo non basta, ma soprattutto, se gli impegni ti portano ad avere a che fare con la lingua tedesca tutto il giorno poi diventa difficile scrivere in un italiano decente.

Presa da una non facile traduzione dal tedesco (salvo gioiosi inserti in greco antico e parole ebraiche), che ho promesso di consegnare in tempi troppo brevi, dopo aver passato il giorno intero a tradurre mi trovo a fare errori in italiano. Un po’ come i camerieri tedeschi scrivono “Gnocci”, se gli gnocchi sono il piatto del giorno, o “Latte macciato”, a me dopo un po’ di ore viene da scrivere “che” senza l’h (che qua e là mi viene da usare per il suono dolce della “c”).

(A proposito: ma si dice ancora “la mutina”, come si insegnava quando io ero bambina, o ormai è politicamente scorretto? È diventata la “diversamente consonante”?).

Però confesso che ciò che mi ha colpito e costretto a una pausa con annessa passeggiata nel freddo a rinfrescare i pensieri, è stato quando ieri sera ho iniziato a scrivere il dittongo “ai” in italiano con “ei” (che in tedesco si legge, appunto “ai”) e per una frazione di secondo mi sono stupita perché word sottolineava la parola come errore.

Insomma, mi dispiache ce oggi io non sia proprio in grado di scrivere un bel post, ma non è fachile quando hei la testa completamente altrove.

(E tutta la mia empatia ei camerieri tedesci).

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7 pensieri su “La mutina

  1. l’ultima volta che ho sentito l’H definita “la mutina” è stato nel film di Checco Zalone “che bella giornata” perché il nome della ragazza che gli piace è “Farah” con la mutina e mi ha fatto ridere di cuore…Non si dice più!!!
    e poi meglio c senza mutina per scrivere che-chi che ricorrere alla K dei giovani negli sms!
    Solo nel Placito di Capua si può accettare la K!!

    1. Sao ke kelle terre, per kelle fini que ki contene trenta anni le possette parte sancti Benedecti! Non ricordo cosa ho mangiato ieri ma so questo testo a memoria (perché?). Comunque un commento che mette insieme Zalone e il Placito di Capua è un capolavoro assoluto.

  2. Non ti preoccupare e scrivi lo stesso. Io vergo parole a caso da anni e sono bonariamente tollerato. Ma si sa che voi filosofi avete con le parole scritte un difficile rapporto…

    1. Altro che filosofa: ieri sera verso le 22,30 mi è finita la carta per stampare e mi serviva, urgentemente. Sono corsa al supermercato (qui è aperto fino alle 23,30) a comprarla, insieme a qualche altro pezzo di cartoleria. Stavo per prendere anche una bottiglia di birra, poi ho temuto di fare la figura della Bukowski de noantri alla cassa…

  3. La mutina e la grammatica in generale hanno un rapporto molto conflittuale anche nei luoghi di lavoro dove le mail sono sempre TROPPE e scritte da persone spesso tanto per scrivere nella foga di girare ad altri (a TROPPI altri) un problema che non riescono a risolvere da soli…Al confronto camerieri tedeschi, italo americani di terza generazione e australiani figli di emigranti sono dei letterati fini…credimi!

  4. Ma sai che anche io, la mia prima volta a Berlino, avevo problemi proprio con la “h” in italiano!? Stavolta no, ma allora mi scappava (e la cosa è continuata a lungo anche dopo il mio rientro in Italia) dal verbo avere “ha” (da “ho” molto meno). Naturalmente ho tentato di attribuire la fuga a un difetto del tasto del pc…

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