Oh càpitano, mio capitàno

Passando nuovamente per il cimitero della Bergstraße, ho scoperto che qualcuno aveva lasciato un pacchetto di candele vicino alla tomba di Stirner e mi sono trovata a riflettere sul fatto che pensavo che parlarne avrebbe causato qualche commento tra i lettori. Mi facevo tanti scrupoli a scrivere di lui, temendo che gli esperti arricciassero il naso e gli altri lo detestassero.

E invece il silenzio.

E pensare che nell’accademia si teme ancora un po’ questo autore.

Ovviamente è lecito che non sia arrivato alcun commento. In fondo il blog è giovane, non ha poi così tanti lettori, io stessa sono una accanita lurker e non era così provocatorio.

Peccato, però, stavolta mi sarebbe piaciuto avere dei riscontri.

Pensavo che qualcuno avrebbe ritrovato ne L’Étranger di Camus un’eco del fare il bene dell’altro per il proprio piacere, con egoistica consapevolezza. O che qualcuno notasse l’assonanza tra lo “aufjauchzendes Juchhe” e il “barbaric yawp” di Whitman (non a caso nella poesia intitolata Song of myself) – non foss’altro perché siamo tutti passati per la visione obbligatoria del film L’attimo fuggente (Dead Poets Society).

Spero solo che questo non sia il segno di una abitudine a non lasciarsi più colpire da nulla. Insomma: più che “Oh capitano! Mio capitano”, “oh, càpitano (signora mia)”.

Stirner Grab nov

[…]

Do I contradict myself?
Very well then I contradict myself,
(I am large, I contain multitudes.)

I concentrate toward them that are nigh, I wait on the door-slab.

Who has done his day’s work? who will soonest be through
with his supper?
Who wishes to walk with me?

Will you speak before I am gone? will you prove already too
late?

The spotted hawk swoops by and accuses me, he complains
of my gab and my loitering.

I too am not a bit tamed, I too am untranslatable,
I sound my barbaric yawp over the roofs of the world.

The last scud of day holds back for me,
It flings my likeness after the rest and true as any on the
shadow’d wilds,
It coaxes me to the vapor and the dusk.

I depart as air, I shake my white locks at the runaway sun,
I effuse my flesh in eddies, and drift it in lacy jags.

I bequeath myself to the dirt to grow from the grass I love,
If you want me again look for me under your boot-soles.

You will hardly know who I am or what I mean,
But I shall be good health to you nevertheless,
And filter and fibre your blood.

Failing to fetch me at first keep encouraged,
Missing me one place search another,
I stop somewhere waiting for you.

(Walt Whitman)

(testo completo e traduzione italiana qui).

Annunci

4 pensieri su “Oh càpitano, mio capitàno

    1. Carino l’Adventskalender a tema fotografico! Mi chiedevo proprio se ne esistessero di telematici.
      Comunque il post odierno non voleva essere un rimprovero ai fedeli lettori…

  1. Sai che il pc e la mail di casa dove vedo il tuo link lo utilizzo poco e solo oggi ho letto quello Stirner che invece mi ha molto colpito tanto da inoltrarmelo anche nella mail dell’ufficio…Commentarlo non è semplice, nel bene e nel male ma prima o poi lo farò (anche perchè è noto al mondo il mio egoismo…)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...