Il sapore della nostalgia

Davanti al blog culinario curato da un amico romano mi è preso un inevitabile attacco di nostalgia per tanti prodotti dop italiani che lì sono così bene illustrati.

Ma la verità è che la nostalgia stessa ha spesso un sapore, un sapore che sa di casa, di sole a picco, nebbia o mare.

Così all’amico spagnolo mancano gli huevos rellenos e il jamón serrano, a quello veneto la fugassa o il biscotto di San Martino, a quello romano i supplì, al siciliano la pasta con le sarde, all’emiliano il parmigiano, a me i porcini (ché l’olio dop di Canino ho cominciato da un bel po’ a portarmelo: senza non potevo proprio vivere).

E in questa Europa globalizzata – giusto una settimana fa a Amsterdam, costretta a cenare in una pizzeria, mi sono trovata davanti alla finocchiona – è bello ritrovarsi talvolta in una casa berlinese ad assaporare qualche prelibatezza nascosta in valigia prima di tornare o qualche ricetta familiare.

Non c’è niente di campanilistico. È che i sapori fanno inevitabilmente parte di ogni cultura e sono un elemento essenziale di riconoscimento di un luogo. Per questo mi arrabbio sempre con chi in viaggio evita di provare la cucina locale: per me questo vale quanto tapparsi gli occhi davanti al panorama.

Il problema è che allargando l’orizzonte, anche in questo caso si ampia lo spettro di nostalgie: qui mi mancano porcini e spaghetti con le vongole, ma quando non posso averlo mi manca anche il profumo del naan del W-Imbiss, il Bergkäse che vendono al mercato di Kollwitzplatz, i gamberetti del Mare del Nord, i Nudeln vietnamiti, gli Udon, la Jever, il pane con i semi, il Meerrettisch, e così via.

Non resta dunque che continuare a muoversi, sperimentare sempre nuovi sapori e nostalgie (tanto poi capita di scoprire che le ciaccette le fanno anche in Ungheria…).

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6 pensieri su “Il sapore della nostalgia

    1. Cena con fagiolina del Trasimeno, zuppa di cipolle franzosa, pane tedesco, formaggio preso a Amsterdam e cacio dello Harz (un monte tedesco noto per le streghe). Volevo prendere un vino californiano o cileno ma non ho voluto sconfinare dall’Europa. Un successo!

  1. e l’insalata verde? possibile che non manca a nessuno. Io son colei che vorrebbe la rucola pure in Alasca altro che….con l’olio di Canino possibilmente. Grazie….

    1. Pure qui si trova l’insalata, non siamo ancora al livello in cui vivono solo muschi e licheni! Anzi, la “ruccola”, come scrivono talvolta, è più presente che in Italia!

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