C’è rifiuto e rifiuto

Una delle cose che adoro di Berlino è a diffusa mentalità ambientalista.

Per me poter fare la raccolta differenziata (Mülltrennung) con un contenitore per carta e cartone, uno per l’umido, uno per contenitori riciclabili (contrassegnati dal simbolo del “punto verde”, il Grüne Punkt, un cerchio composto da due frecce intrecciate che indica che il produttore ha pagato una tassa a questa azienda perché l’oggetto sia poi riciclato), uno arancione per i rifiuti speciali, tre contenitori per i differenti colori del vetro (trasparente, verde o marrone) più uno per quello che proprio non può essere riciclato, è molto più una soddisfazione che una noia.

Anche a Roma, direte, c’è la raccolta differenziata, e anche lì la facevo. Ma non era così approfondita e non erano poche le volte che, scesa a buttare la carta o la plastica (assurdamente messa insieme al vetro, cosa che pare vanifichi il reale riciclo di entrambi), finivo per doverla riportare a casa perché il cassonetto era strapieno. Il risultato era che in casa finivo per avere sempre una succursale di Malagrotta.

Non capisco poi perché in Italia si è persa l’usanza del deposito sui contenitori (ho l’impressione che su alcuni ci fosse ancora quando ero bambina). In Germania sulla quasi totalità delle bottiglie e su una parte di contenitori (ad esempio, i vasetti di vetro dello yogurt) si paga un deposito (Pfand) al momento dell’acquisto e si è rimborsati quando si riporta indietro il vuoto (nei supermercati ci sono delle apposite macchinette nelle quali mettere le bottiglie vuote e ricevere una ricevuta da presentare alla cassa).

La regola dello Pfand vale anche in molti locali e Biergärten: per ogni bottiglia o bicchiere vi potrà essere chiesto anche un euro in più che vi verrà restituito alla riconsegna. Indubbiamente un sistema efficace per mantenere l’ordine sui tavoli.

Anche in questo caso magari c’è una diffusa mentalità ambientalista alla base ma viene fomentata da una sistema che la indirizza.

La mia impressione è che in Italia si sia voluto seguire l’idea “siamo un paese ricco, una delle potenze mondiali, possiamo sprecare”. Per lo stesso motivo chi va in bicicletta in Italia per molti è uno sfigato che non può permettersi una bella macchinona potente. E così via con i televisori, i cellulari, e qualsiasi altro status symbol del momento. Anche qualora per ottenerlo fosse necessario indebitarsi fino al collo e anche qualora non se ne avesse realmente bisogno.

E non riesco a togliermi dalla mente che tutto ciò sia un rifiuto di un passato umile che magari è bene aver superato ma che aveva ancora molto da insegnare, non ultimo il modo di stare in armonia con l’ambiente.

Da questo rifiuto si è però finiti immersi nei rifiuti.

Perché buttare via un’idea buona in maniera sconsiderata rende idioti, buttare via oggetti in maniera sconsiderata rende idioti in un mare di immondizia.

Io non credo che la colpa sia della cittadinanza, ma della politica che quella cittadinanza deve guidare e organizzare. Però se la politica è sorda bisognerebbe alzare la voce.

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4 pensieri su “C’è rifiuto e rifiuto

  1. anche in Alto Adige vuoti a rendere, (pure il barattolino di vetro dello yogurt!) differenziata ben fatta come in germania, l’umido separato ecc.
    E’ Italia.
    Sono le amministrazioni locali (e le relative mentalità) che fanno la differenza…
    E Roma è sempre più “cagna in mezzo ai maiali”…

    1. @ Giuliana: verissimo! le amministrazioni locali fanno la differenza e i cittadini sono sempre pronti a collaborare. Il marcio è in alto e non in basso…
      @ Nonno: cvd: cittadino modello che dà il buon esempio dal basso!! O forse sei pronto a trasferirti quassù… 🙂

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