Controllo o autocontrollo? Basta che funzioni…

Un video che, come scriverebbero su Repubblica, “impazza sul web”, è l’occasione per un inevitabile confronto sui controlli (e non solo) nei mezzi pubblici.

Bus a parte, dove è usanza mostrare il proprio biglietto abbonamento al conducente quando si sale rigorosamente dalla porta davanti, a Berlino l’ingresso sui mezzi pubblici potrebbe dare l’idea che non ci siano controlli. E così pensano vari turisti (ricordo di aver sentito un commento di alcuni italiani in vacanza che dicevano: “ma qui il biglietto non lo farà nessuno con questo sistema!”).  L’assenza degli odiosi tornelli, che caratterizzano la maggior parte delle stazioni della metropolitana alle quali siamo abituati in Italia (e non solo), è dovuta sicuramente a una più diffusa mentalità per cui il biglietto si fa in quanto questa è la regola, tuttavia non bisogna illudersi: numerosi controlli aiutano a mantenere la regola viva (e non escludono del tutto i “portoghesi”, ovviamente).

Talvolta a salire sul mezzo sono addetti in divisa, la maggior parte delle volte, tuttavia, i controlli sono effettuati da persone dall’aria qualunque – anzi: spesso proprio male in arnese, per la verità – che non appena le porte si chiudono mostrano un cartellino che li autorizza a chiedervi di esibire un titolo di viaggio valido (Fahrscheine bitte!). Il cartellino verrà ovviamente riposto non appena le porte si apriranno di nuovo, per non svelare agli eventuali furbi in entrata di aver scelto la carrozza sbagliata.

Un sistema molto più efficace rispetto agli inutili (almeno a vedere il video, alla fermata Piramide di Roma, con i passeggeri che entrano pacifici a frotte dall’uscita di sicurezza) e spesso soffocanti tornelli (spero che alla stazione Termini di Roma la situazione sia migliorata: l’ultima volta che ci sono passata era un girone infernale che avrebbe scatenato un attacco di panico anche a un bonzo; capisco che lì si incrociano tutte le principali linee metro di Roma…).

Che poi qui, nonostante costi molto più che a Roma, si paghi volentieri il costo del biglietto, perché il servizio è efficientissimo e capillare, i mezzi non sono sovraffollati, le fermate sono annunciate a voce e sugli schermi (mi chiedo sempre come facciano a regolarsi i turisti sui bus a Roma, io qui a parità di trattamento non ce l’avrei mai fatta) e alle fermate sono sempre indicati i tempi d’attesa (alle fermate di bus e tram, in assenza di indicazioni luminose, gli orari, che generalmente vengono rispettati al minuto, si trovano scritti su un cartello), sarebbe un altro discorso ancora.

Anche il comportamento educato dei passeggeri è certamente specchio di una mentalità ma pure in questo caso il controllo non manca: la quasi totalità dei mezzi è videosorvegliato e qualora qualcuno tenga un comportamento tale da disturbare i passeggeri, con ogni probabilità a una delle fermate successive saliranno alcuni agenti della sicurezza, che nei casi estremi provvederanno ad allontanare il soggetto in questione (senza allargare poi il discorso ai borseggiatori…).*

Uno stato occhiuto e il grande fratello? No, per me questo significa semplicemente la possibilità di servirsi dei mezzi pubblici anche alle 3 di notte, senza nulla temere.

*Non dimenticherò mai la volta che uno sconvolto amico berlinese mi disse tutto preoccupato “non sai cosa è successo a una mia amica: le hanno tagliato la borsa per prendere il portafogli!”. Risposi che era una delle tecniche più antiche del mondo, non mi stupiva così tanto. E aggiunsi che era così bello per me qui a Berlino non dover stare troppo attenta alla borsa quando salgo in metropolitana. Qui a sconvolgersi fu lui “Ma no! Devi stare assolutamente attenta! Soprattutto nelle grandi stazioni!”. Indubbiamente, ma lui non sapeva cosa significa dover stare veramente attenti…

 

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3 pensieri su “Controllo o autocontrollo? Basta che funzioni…

  1. I tedeschi non si riescono nemmeno a immaginare cosa vuol dire pericoloso per un italiano! La cosa più bella è vedere un tedesco fare il biglietto alle 2 di notte con la metropolitana o il bus deserti… un pò è il sistema delle multe a “sorpresa”, un pò un senso civico decisamente più sviluppato rispetto al nostro!

  2. Che belli i tuoi post, alla fine di una giornata di lavoro mi strappano sempre un sorriso. Termini è ancora una bolgia infernali con abili borseggiatori, attese lunghe e banchine stracolme. “Paura e deliro alla metro termini”…potrei girarlo con pochi soldi. Tanto risparmio sul biglietto della troupe!

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