Se Thom Yorke parla in tedesco…

Domenica prima del concerto mi chiedevo se Thom Yorke avrebbe detto qualche parola in tedesco per salutare il pubblico, come sono soliti fare i cantanti.

A Roma si è divertito a dire ciao, come state, tutto bene? (oltre ad aver dedicato la canzone Daily Mail a Berlusconi…). Quassù ho sentito solo un timidissimo “Dankeschön”.

Eppure nella canzone Bitter-Sweet, inclusa nella colonna sonora del film Velvet Goldmine, è proprio Thom Yorke la voce del gruppo “Venus in Furs”, creato per l’occasione e subito sciolto, a cantare anche una frase in tedesco:

Nein – das ist nicht

Das Ende der Welt

Gestrandet an Leben und Kunst

Und das Spiel geht weiter

Wie man weiss

(No – non è la fine del mondo, arenato nella vita e nell’arte, e il gioco va avanti, come si sa).

Si sa però anche, che la lingua tedesca spaventa tutti con le minacce di declinazioni, congiuntivi secondi, parole lunghissime, suoni non eufonici e generi invertiti.

Il punto è che se l’infreddolito Thom Yorke domenica sera avesse detto qualcosa in tedesco i moltissimi stranieri nel pubblico non avrebbero capito … e non per colpa della sua pronuncia!

Eppure, Radiohead a parte, chi viene quassù in un modo o nell’altro dovrà fare pace con la lingua, che non è poi così cattiva come sembra, anche se indubbiamente non è facile.

Correggendo le bozze del libro in questi giorni mi è stato dato ordine assoluto di evitare qualsiasi uso di parole tedesche, che, mi dicono, i lettori salterebbero a piedi pari. Persino se si tratta dei nomi propri dei luoghi, che tuttavia sulle cartine sono in tedesco.

Perché continuare ad alimentare lo spauracchio del tedesco incomprensibile e non esortare invece a fare lo sforzo di imparare qualche parola, anche se la pronuncia non sarà perfetta?

Anche Kennedy per pronunciare la celeberrima “Ich bin ein Berliner!” (“Sono un berlinese”) aveva davanti un foglietto con scritto “Ish bin ein Bearleener” per non sbagliare.

E non importa a nessuno se Thom Yorke in Bitter-Sweet pronuncia il tedesco con un  fantastico accento oxoniense.

I berlinesi, peraltro, sono sempre ben disposti con chi tenta di usare qualche parola di tedesco e non succede come a Londra e a Parigi, dove non è raro essere guardati con sufficienza e stupore per la propria pronuncia difettosa.

Non bisogna dunque farsi spaventare troppo dallo spauracchio del tedesco e con un piccolo sforzo si capirà presto che provare a parlare un po’ di tedesco no, non è la fine del mondo

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2 pensieri su “Se Thom Yorke parla in tedesco…

  1. secondo me lo spauracchio non sono le parole, ma le frasi!
    io di parole (dai nomi dei luoghi, a quelli dei cibi, indicazioni stradali o divieti, negozi) in anni di sud tirolo ne ho imparate diverse, ma quelle costruzioni lunghe e complesse non solo mi spaventano, ma non riesco a capire il senso neanche vedendole scritte!
    Ricordo una scritta questa estate apposta dalla proprietaria nel bagno dell’appartamento di Rabland. Ogni giorno e per più volte la leggevo (non era tradotta) scervellandomi.
    Capivo qualche parola: vietato, asciugamani, qualcosa di attinente con la vasca o il nuotare…
    E mi dicevo: possibile che vietino di nuotare nella vasca?!?!? Possibile che dicano di asciugare tutto se si va in vasca (nuotando quindi schizzando)??
    ALl’ultimo giorno non so perchè ma ho avuto una folgorazione: non si dovevano portare gli asciugamani in dotazione nel bagno alla piscina (vicino al paese, essendo ospiti avremmo avuto l’ingresso gratuito).
    Ho chiesto conferma alla proprietaria di quello che avevo capito: era così.
    Ma ci sono voluti giorni di studio, dubbi e concentrazione!!!!!!!!!!
    (l’ambiente era quello giusto almeno, si sa al bagno vengono sempre grandi idee…)

    1. Vedi! Sei riuscita a decifrare una frase non facile (mica “Keine Gegenstände aus dem Fenster werfen”!), proprio perché non ti sei fatta spaventare! Gironzolando in rete invece ho scoperto che Yorke in un concerto in Germania del 2001 si è lanciato in un “Danke sehr” e pure in “Hallo Mutti” (“ciao mamma” – forse perché gli era nato da poco il primo figlio). D’altra parte un amico londinese sostiene che per gli inglesi il tedesco non suona minaccioso come agli italiani ma quasi “eufonico”…

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