Le case multi-generazione

Per chi viene a Berlino per un periodo più o meno lungo, la tipica soluzione abitativa è quella della WG (Wohngemeinschaft), vale a dire della stanza in un appartamento condiviso.

Molto spesso si tratta di una stanza in subaffitto, lasciata da qualche studente partito a sua volta per l’estero, oppure di una stanza rimasta libera dopo che uno degli abitanti della WG ha preso il volo, ad esempio andando a convivere con il proprio compagno o la propria compagna.

La scelta della WG ha molti vantaggi: se si è nuovi in città si trovano nei coinquilini anche degli amici, se si va a vivere con dei tedeschi c’è poi modo di fare esercizio con la lingua (sempre che non si decida di sprecare l’occasione e parlare tutti in inglese). Inoltre le case sono generalmente molto belle e rese accoglienti da un arredamento allegro.

Un tipico androne berlinese

C’è però anche un’altra forma di condivisione dello spazio, meno nota, che potrebbe offrire degli spunti anche per rivedere l’organizzazione dello spazio nelle città italiane.

Mi riferisco alla formula Mehrgenerationenhaus, ovvero delle case “multi-generazione”.

Si tratta di condomini nei quali la percentuale di giovani famiglie e anziani è prestabilita e chi vi abita prende parte a un progetto che oltre a favorire lo scambio generazionale prevede una reciproca assistenza. Vi si può trovare un aiuto nella gestione dei bambini grazie ai “nonni” vicini di pianerottolo, e questi ultimi si giovano dell’allegra compagnia dei “nipotini” o di un po’ di aiuto.

Quando sono venuta a conoscenza della cosa mi è subito sembrata un’idea tanto semplice quanto geniale.

In Italia si è abituati all’idea che le varie generazioni di un nucleo familiare vivano vicine, tuttavia questo è sempre meno vero, almeno nelle grandi città, nelle quali capita spesso di vedere quartieri abitati solamente da anziani, magari perché gli affitti sono diventati troppo alti per le giovani famiglie, e nuovi quartieri, generalmente molto in periferia, dove vanno a vivere le coppie con bambini.

La presa di coscienza del fatto che anche in Italia è da tempo in corso una mutazione sociale, per la quale non si vive necessariamente dove si è nati, né vicino alla famiglia d’origine, dovrebbe aiutare la creazione di nuove forme di organizzazione dello spazio, favorevoli all’equilibrio tra generazioni.

Questo equilibrio è sicuramente un bene prezioso, più della santificazione di una famiglia “allargata” che è sempre più solo un mito da commedia televisiva.

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2 pensieri su “Le case multi-generazione

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