Ancora sui posti a sedere (una rettifica)

Recentemente si discuteva di un triste episodio romano, con una ragazza incinta che non si sente bene sull’autobus bollente dell’estate e chiede il posto a sedere a una ragazzetta, che prontamente la guarda come si guarda un fantino e non glielo cede. Ne segue lo svenimento della ragazza incinta, l’immediata solidarietà di molti presenti che accorrono in soccorso, colmi di un’umanità, che generalmente non manca negli italiani, e persino le scuse dell’autista per l’aria condizionata rotta che fa uscire aria calda.

Discutendo tutti ci soffermiamo su questi ultimi casi onorevoli, finché una voce dissente e propone di leggere il racconto come se si trattasse di un esperimento: l’autobus come campione per una media statistica su una città (ci sono persone differenti per origine, ceto, età). Immagino già che si vada a finire sul “1 maleducato contro 100 bendisposti” e invece no.

Il racconto prosegue come segue: «In modo casuale prendiamo, una donna giovane in buona salute e seduta, gli chiediamo di cedere il posto a un’altra donna che si sente male ed è anche incinta. Il risultato la totale mancanza di civiltà, da estendere alla città intera. Il fatto di essere soccorsi dopo non conta,  perché è scontato è istintivo». Mentre per segnare la media statistica sulla civiltà, sarebbe stato necessario veder cedere il posto prima dell’emergenza.

E qui il racconto ha preso una piega che lo fa degno di citazione in un blog su Berlino, che è stata tirata in causa per un episodio al quale io ero presente. «Un giorno mentre ero sul tram, lontano dal centro, sono saliti tre tipi stra-ubriachi\fatti, tanto che non riuscivano ad arrivare al tram, cadendo e inciampando. Una volta saliti quello che era messo meglio (pieno di tatuaggi in faccia) se la rideva allegramente con un altro, mentre quello messo peggio, tanto che non riusciva a camminare o semplicemente a stare dritto, si era messo seduto. Alla fermata successiva è salita una vecchietta tutta precisa e lo stesso tizio malmesso appena l’ha vista (forse doppia o tripla) ha cercato prontamente di alzarsi dicendo: “Si vuole mettere seduta?”».

Per la verità a Roma ho assistito anche a tante scene di buona educazione sui mezzi pubblici, e una volta che ho visto offrire un posto sulla U-Bahn a Berlino, a volersi alzare era una ragazzetta di Napoli.

Però mi sono sentita in dovere di rettificare sulla scarsa abitudine dei berlinesi a cedere il posto, ripensando a questo episodio che avevo dimenticato.

Magari si tratta di tutte eccezioni, ma la realtà a me sembra più fatta di eccezioni che di regole.

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